Archivio di febbraio 2013

Matt

Good As You – Tutti i colori dell’amore

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: Good As You
Regia: Mariano Lamberti
Cast: Enrico Silvestrin; Lorenzo Balducci; Daniela Virgilio; Lucia Mascino; Elisa Di Eusanio; Luca Dorigo; Diego Longobardi; Micol Azzurro
Durata: 100 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2012
Frase del film: “Tutti se la prendono con le droghe … ma l’amore è peggio!”
Trama:
Amici per caso, amanti per scelta. Un gruppo di persone che interconnesse tra loro, si ritrovono per caso riunite nella notte di capodanno.
Considerazioni:
Good As You, acronimo utilizzato dalla comunità GAY come slogan per la loro completa accettazione, peccato che questo film sia una vera e propria anti-propaganda per la comunità LGBT.Premetto che dopo aver visto questo film, che non passa mai e non riesci proprio a capire dove voglia andare a parare, ho preso in considerazione di entrare a far parte di Militia Christi .Trama inconsistente: prende i più tristi e comuni stereotipi e butta tutto dentro il solito pastone per maiali, in fondo è un “tutti con tutti”, un’orgia (che aspira ad essere) comica che farebbe impallidire i più tristi bunga bunga.I personaggi non hanno alcuno spessore, alcuna emotività, gli attori poco capaci di trasmettere qualcosa, ma non credo di poterli incolpare di questo con una caratterizzazione banale che può essere descritta, e si badi bene non riassunta, così:

– Il gay insicuro dall’innamoramento facile;

– Il gay sieropositivo che non vuole impegnarsi;

– Il gay palestrato estremamente femminile che non sdegna il travestitismo;

– Il gay sudamericano (attenzione: ex tronista di “Uomini e Donne” ed ho detto tutto) che alla fine corre ad infilarlo dove capita;

poi ci sono i corrispettivi femminili

– la lesbica algida dall’atteggiamento autoritario;

– l’etero/lesbica che non sa con chi impegnarsi

– la lesbica estremamente maschile che adora il calcio;

– la lesbica giovane (attenzione: questa invece è una starlette/ballerina televisiva) che alla fine corre a darla un po’ dove capita.

Solo questo unico messaggio: promiscuità sessuale, nessun giudizio, tutto va bene, anche quando, volendo pure reprimere ogni visione moralista, le scene descritte sono squallide e tristi, ancora più triste il fatto che siano spacciate, ad ogni costo, come qualcosa di positivamente rivoluzionario.

Scenario: Roma ed il macello del sesso occasionale che è il “Muccassina”, locale storico della città, utilizzato per enfatizzare ancor di più l’unica idea di fondo presente: insomma devi “farlo”, sempre, comunque, con chiunque e senza remore. L’amore citato nel sottotitolo? Solo qualcosa che “dovrebbe” veleggiare tra le pieghe della trama ma invece rimane appena percepito, vissuto sempre come qualcosa che viene imposto, che fa male e da dipendenza, qualcosa da evitare, un costrutto sociale che non dovrebbe esistere.

Silvestrin e l’ Azzurro sono la coppia di belli e sexy della pellicola ma non riescono, come non è sufficiente la colonna sonora cantata dalle gemelle Kessler, a farti strappare un sorriso.

Siamo lontani dalle altre commedie sull’argomento – ricordiamo che la tematica gay in Italia è trattata per il 99% in pellicole comiche – che, sebbene alle volte anche banali, divertono e, ad ogni modo, tentano di comunicare un forte messaggio sociale: pensiamo, rimanendo nella capitale, a “Le fate Ignoranti” od al più recente “Come non detto”.

Questo è un film assolutamente da non vedere, se siete persone che vivono serenamente.

Se al contrario volete far nascere un’armata omofoba di straordinaria veemenza può essere utilizzato, con i migliori risultati, per far germogliare il seme di una grande e collerica discriminazione anche nei cuori più puri.

 

“Consigliato ai creatori di mastini infernali”

Trailer:

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