Archivio di marzo 2015

Matt

I CdZ: La leggenda del Grande Tempio

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: 聖闘士星矢 Legend of Sanctuary
Regia: Keiichi Sato
Cast: Kaito Ishikawa Kenji Aakabane; Kenshō Ono
Durata: 95min
Nazionalità: Giappone
Anno: 2014
Frase del film: “Giovani guerrieri, bruciate il vostro cosmo, perchè l’umanità si risvegli nella pace

 

Trama:
Invincibili guerrieri, valenti condottieri, votati anima e corpo a Lady Isabel. Per diventare “santi”, per esser cavalieri, han sostenuto prove di rara crudeltà ma, oramai, è giunto il momento, chi vincerà l’armatura d’oro? Saran scontri sovraumani, duelli decisivi, che decideranno chi l’armatura indosserà; è un torneo micidiale, è uno scontro fraticida, il più forte d’ora in fine tra tutti trionferà, chi sarà mai? Sono i cavalieri dello Zodiaco, hanno nomi importanti, sono grandi e forti eroi. Tutti decisi a vincere ma solo uno alla fine potrà trionfar!
Considerazioni:
Non vorrei sbagliarmi ma introduciamo un cartone animato cavolavoro, un cafotoons per l’esattezza.“Un film per appassionati” … così veniva descritto … aggiungerei “Un film per <far morire di infarto> gli appassionati”, questa la dicitura corretta.La prima domanda è: come hanno fatto i doppiatori, quelli di sempre – non a caso vengono definiti “doppiaggio storico” – a prestarsi ad un simile scempio!?

Risulta essere qualcosa di difficile da guardare, a maggior ragione se si conoscono, anche in versione meno fanatica, i beniamini vestititi di firmamento stellare … un vero e proprio colpo al cuore.

L’analisi di questa pellicola, enorme e tecnica, deve esser fatta cercando di essere il più schematici possibili, quasi un iter matematico/scientifico.

Elementi positivi:

  1. Il materiale delle armature. Sembra vero: il colore, i riflessi di luce, la consistenza data dal 3D, veramente molto belle, si percepisce in modo realistico di cosa dovrebbero esser fatte. Questo rappresenta almeno l’80% della bellezza del film;
  2. La rappresentazione di Seiya di Pegaso (Pesaus) è fatta molto bene: un sempliciotto dal gran cuore, pronto più alla battuta ed al fraintendimento che non cosciente delle propria missione che poi si rivela un eroe. Ci siamo! Nella serie tv questa particolarità è trasmessa a fasi alterne, si percepisce ma non arriva mai al 100% mentre nella trasposizione cinematografica sono stati in grado di renderlo alla perfezione;
  3. Passabile anche la licenza che ha visto Mu(r) dell’Ariete in versione dottorino, spogliatosi dell’armatura, con tanto di occhialetti che lo rendevano la versione metal di Harry Potter;
  4. Buona anche la resa di Aldebaran del Toro, riproponendo una delle situazioni chiave nella dinamica della storia anche nel cartone animato in tv.

Oltre questo possiamo riassumere il resto del film e delle sue caratteristiche come “IL DISAGIO”

  1. L’ambientazione non è più ellenica. Scordatevi i templi lungo la scalinata per raggiungere Arles (Il Gran Sacerdote) e salvare la Dea della giustizia, abbandonate fregi e capitelli personalizzati per ogni segno zodiacale, qui si corre lungo ponti sospesi, sorretti da non meglio definite statue volanti, in uno scenario che definirlo fantasy è riduttivo;
  1. I personaggi! Qui si apre uno scenario post apocalittico:

Shiryu del Dragone (Dragone): completamente privo di un qualsiasi pathos. Saggio del gruppo, che combatte ogni tipo di avversità (ricordiamoci che diventa cieco) è trasformato in un ragazzotto che non si lava – è proprio fatto presente che è sempre in armatura – senza alcun riferimento al suo profondo legame con Dolo della Bilancia, alias il Maestro dei Cinque picchi, che neanche vediamo;

Ikki della Fenice (Fenix), il bello e dannato, combattuto tra il profondo odio verso la sorte destinata ai cavalieri ed il senso di appartenenza ai valori fondamentali di lealtà e giustizia verso Atena, è poco più di un rozzo animale con una testa che sembra un televisore (ma risulta essere ancora il più “ganzo” di tutti);

Hyoga del Cigno (Cristal), da sempre il bello e leggiadro dalla fisicità scandinava, la versione maschile di Diane Kruger, con le sue movenze d’attacco che sembrano una danza, eccolo trasformato in un biker in latex, praticamente il sosia di Howard di Tekken;

Shun di Andromeda (Andromeda), la “sfranta” per eccellenza, caratterizzato dalla fortissima ambiguità sessuale – e meno ambigua la scena di quando si sdraia per riscaldare con il proprio corpo, abbracciandolo, Cristal intrappolato in una bara di ghiaccio), quasi una transessuale in erba, che qui sembra semplicemente uno dei One Direction! Solitamente sentimentale qui dice si e no due parole, la sua, presenza chiave nella storia originale, qui potrebbe del tutto essere ignorato.

Atena, Saori Kido, la nostra Lady Isabelle è una ragazzetta viziata che non ha la minima idea di chi sia, di cosa faccia e perché, ma tutto ad un tratto sfoggia poteri cosmici così, come i comuni mortali battono le ciglia, ed ogni volta si sorprende! Averle ripetuto in continuazione “Guarda bellina, sei la reincarnazione di Atena e questi quattro sfigati ti devono proteggere” non le basta a farle comprendere che forse, e dico forse, una vita normale la sua non è! Nell’aspetto i suoi capelli linghi sono stati tagliati corti a causa di un colpo che la prende di striscio, ed in questo ci ricorda Akane Tendo in Ranma ½. Ben lontana dalla nostra paladina che è pronta costantemente ad offrire la sua vita per il bene dell’umanità. Questo è spiegato anche dal fatto che persino le persone con le quali è cresciuta sono totalmente diverse:

Il nonno di Isabelle, Alman di Thule, quell’omone brizzolato dalla carnagione scura, che ha sparso il suo seme ovunque perché il suo compito era generare i 100 ragazzetti che sarebbero divenuti cavalieri (già nella storia originale sono tutti fratellastri), ad inizio film è già morto e comunque nell’antefatto pare solo un ricco stravagante, fisicamente rappresentato come il Genio delle Tartarughe di Dragonball!

Mylock, il maggiordomo tutto fare, atleta, braccio destro Alman, proprio il bastardo pelato, dalla carnagione olivastra che malmenava i nostri eroi ragazzini come se stesse battendo un tappeto, il personaggio più odiato di tutti tanto che nutriamo simpatia più per Asher dell’unicorno che per lui, è stato reso con la personalità di Benny Hill! Ovviamente con un sacco di capelli, giusto per non essere troppo distanti da quello al quale eravamo abituati, e poi omuncolo inetto e buffo.

Tutto questo si evince nei primi 10 minuti del film, tanto che un bambino al cinema urla “ VOGLIO ANDARE VIA … MI ANNNNOOOOIIIIOOOO”, ed io che pensavo “Poverino, non ha ancora la forza di stomaco di reggere una simile porcheria! Il peggio doveva ancora arrivare con i cavalieri d’oro!

Dopo un primo momento di sollievo legato alle figure di Ariete e Toro ero portato a pensare “per fortuna almeno con i Gold Saints si sono attenuti a ciò che siamo abituati a vedere” ecco che tocca attraversare la casa dei Gemelli. In tv è uno dei momenti più interessanti: l’armatura che lotta da sola, Andromeda che riesce a colpire con la sua catena Saga, che stava manovrando quel cavaliere fantasma da lontano, qui si percepisce per la prima volta chi sia il vero cattivo della corsa al Grande tempio, del tutto cancellata … niente … non se ne parla … ed oltre all’amaro in bocca l’indignazione sale.

Arrivano così gli altri personaggi e vado per ordine:

– Dopo il sospiro di sollievo che parevano averci dato Mur ed Aldebaran, arriviamo al momento più brutto, che più ti devasta, di tutto il film … Cancer è stato stravolto! Se nel manga il nome è Death Mask del Cancro, secondo me, sta ad indicare un personaggio che proprio non sprizza gioia e solarità, definito il cavaliere della morte, quello che più è legato al mondo degli inferi, entra in scena come il partecipante di Amici di Maria de Filippi! Quando è apparso sullo schermo ho smesso di respirare e rinvenuto ho urlato “Vi prego, ponete fine alle mie sofferenze e sparatemi”. Siamo di fronte alla brutta versione di Jack Sparrow in armatura dalla quale emergono delle ascelle pelose (neanche il buon gusto), con occhi disallineati – diciamo la verità, è guercio – e sorriso da pazzo! Arriva volando su palloncini colorati, le famose facce nelle pareti – gli spiriti che lui stesso aveva condannato ad una vita di sofferenza e che in tv incutevano una certa angoscia – qui sono il coro, ed alla fine spettacolo pirotecnico. C’è da sentirsi male!!! Direte voi “Dai sei esagerato, quanto mai potrà durare se non pochi secondi?!” … e qui vi sbagliate sono due minuti pieni. Alla fine potremo ammirare anche la biancheria intima di(s)gusto opinabile.

Ve ne propongo un assaggio trovato solo sottotitolato in lingua spagnola

 

Se si è portati a pensare che questo sia il peggio e che niente più possa stupire, si ha ragione solo in parte. La resa di Cancer sconvolge ma anche agli altri cavalieri d’oro non è toccata sorte migliore!

– Diciamolo, Aiolia del Leone (Ioria) era un po’ il belloccio da pop-star del cartone animato! Con quel suo pugno stellare (per il sacro Leo, perché altrimenti si dimentica chi è) sarebbe stato l’idolo delle teen-ager! Bene, dimenticatelo! Questo è un omaccione, alto ma piuttosto massiccio, con tanto di pizzetto e piercing! Non si capisce mai se c’è o ci fa, se ha capito come vanno le cose o meno, subisce anche un po’ di possessione da Saga dei Gemelli tanto per non lasciare niente al caso! Insomma ecco a voi tramutato Justin Bieber nel lottatore di wrestling Bill Goldberg;

Shaka della Vergine (Virgo) sembra invece la versione imponente di Julianne Moore! Maestro di spiritualità, il cavaliere divino in quanto reincarnazione di Buddha, il più vicino ad Atena in quanto entrambi divinità, con un colpo di penna si trasforma in un essere scocciato e menefreghista, una sorta di Fabrizio Corona senza l’uso della parola;

Come ho già detto Doko della Bilancia è il grande assente e passano indenni anche la casa appartenuta a Aiolos del Sagittario (Micene) per arrivare all’incontro con lo scorpione … altro duro colpo!

Milo dello Scorpione (Scorpio) come tutti ricorderemo non era proprio la rappresentazione del machismo: capelli lunghi, mossi, blu, sfoderava sempre quell’unghia lunga, laccata di rosso, che pareva essere innestata direttamente dall’ultimo film di Cicciolina gridando “cuspide scarlatta” … voci dicono che se la intendesse con Camus dell’Acquario … ebbene qui tagliano la testa al toro (e non al povero Aldebaran) ma me lo trasformano in … UNA DONNA!! Ho avuto l’ennesimo sussulto! La poveretta viene pure mascherata perché, come tradizione insegna, le guerriere per non subire discriminazione, nascondevano la propria femminilità dietro una maschera (vediamo Castalia/Marin dell’Acquila e Tisifone/Shaina dell’Ofiuco). Chissà perché una simile profanazione … con questo avranno pensato “Bon! La quota rosa è stata raggiunta!”

– Inghiottito questo boccone amaro non ci accorgiamo di Shura del Capricorno (Capricorn) ed andiamo a trovare Camus dell’Acquario (Acquarius, come la bevanda)! La brocca, l’anfora, dell’acquario, così elegantemente rappresentata dalle sue braccia mentre invoca l’ Aurora execution, in italiano “scorrete divine acque” qui è un bel cannoncino, anche un richiamo vagamente fallico, appoggiato sulla spalla! Trasecolo! Mi viene in mente un video doppiato da Ruffini dove un giovane Jean-Claude Van Damme dice in livornese stretto “Vieni qui che te lo metto io l’uccello sulla spalla” … qui gli hanno messo un cannone che spruzza! Mah!

– Si ringrazia Saga per aver ucciso – ed anche qui enorme eresia – Aphrodite dei Pesci (Fish) … se Scorpio era diventato una donna Fish diventava una del bunga bunga?

– Giungiamo finalmente a Saga dei Gemelli (Gemini) lo psicopatico per eccellenza, che riesce ad essere tanto cattivo quanto buono, che prima cerca di distruggere Atena e poi sarà quello che farà di tutto per salvarla, sarà in grado di condannare la sua anima e la sua eternità per essere il giusto, è la Guest Star, il capo branco di tutti i cavalieri d’oro (non so se si è capito ma è da sempre il mio preferito) qui sembra il cattivo sfigato di Sailor Moon, in particolare il padre di Octavia/Sailor Saturn, il Dottor Tomoe che se la ride da solo mentre escogita piani assurdi senza senso! Perché, poi, non continuare con le assurdità? Gemini, potente ed incontrastato per i suoi poteri psichici, per la capacità di controllare la mente, oggetti a distanza, viaggiare nello spazio/tempo fra più dimensioni in questo film ha il potere di diventare un grandissimo mostro di mattoni! Ma come? Il suo personaggio fa del mancato contatto fisica caratteristica prima e qui … una cosa pesante e rustica come un mostro di mattoni? Ebbene si! La cafonaggine degli attori ha voluto mettere tutto il suo impegno fino alla fine!

Riepilogando: trama inconsistente, personaggi demenziali e senza senso, ambientazione buttata li, come si getta la spazzatura fanno di questo film un colpo duro che sconfigge gli occhi come lo spirito!

 

“Consigliato a chi vuol ricordare i vecchi tempi oramai spariti”

Trailer:

Matt

The Remaining

Cafoneria Divertimento
★★★★☆ ★★★☆☆

 

Titolo originale: The Remaining
Regia: Casey La Scala
Cast: Johnny Pacar, Shaun Sipos, Bryan Dechart, Alexa Vega, Italia Ricci
Durata: 88 min
Nazionalità: USA
Anno: 2014
Frase del film: “Ho scelto Dio Tommy! Fallo anche tu! (e muore)”

 

Trama:
Siamo ad un matrimonio tra una cattolica ed uno che non lo è per questo non si svolge in chiesa. I partecipanti sono divisi tra chi non approva la location e chi non lo ritiene importante, ma tutti gli invitati sono uniti ed accorati nel festeggiare questo giorno … ad un tratto parte di loro cade morto al suono di una tromba e da quel momento inizia la lotta per la sopravvivenza (o meno) di chi è rimasto (appunto dal titolo).
Considerazioni:
Horror C A T T O L I C O … ci mancava!Ebbene si! Gli americani che hanno fatto del “la religione è una cosa estremamente intima che deve rimanere totalmente privata” il motto sul quale fondare la loro società, hanno deciso di fare un film dove se sei cattolico (e badate bene non religioso in genere, ma devi credere fortemente nel dio del vangelo) muori e guadagni la vita eterna!Ok! Vero! Siamo abituati ad ogni tipo di prete, santone, padre spirituale, e persino suore laiche, che combatte il male con la propria “fede” divina – non per essere blasfemo ma “L’Esorcista” insegna – ma … ecco … come dire … qui decisamente si esagera.

Insomma arriva l’apocalisse biblica e crepano tutti i bambini ed i bigotti del pianeta, quelli rimasti si disperano perché non capiscono come mai non sono morti per primi; perché? Sei sopravvissuto cerca di continuare a farlo e non flagellandoti e flagellandoci perché non sei schiantato con tutti gli altri! “Gli altri erano più bravi di me e quindi sono morti per ascendere in cielo!” nel dubbio, ecco, io rimarrei vivo!

Per tutto il tempo si assiste ad una caccia al “convertito”, appena ti scoprono con una vero e profondo senso religioso … ecco che muori! E come muori? Ovviamente infilzato, triturato, macellato etc. etc. perché una morte indolore ti toccava solo se eri un vero credente fin da subito, quello che oltre ad andare in chiesa tutte le domeniche lo fa anche con spirito di contrizione.

Gli attori non sono neanche poi malaccio, ma con questa trama neanche se i sei protagonisti fossero Meryl Streep, Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert De Niro, Anna Magnani e Charlize Theron il film potrebbe avere qualche opportunità!

Quale messaggio vorrebbe darci? Che se vai in chiesa devi morire o se non ci vai morirai comunque ma torturato?

Mentre in Italia si è scissi tra gli sportelli per sbattezzarsi e l’onnipotente ed onnipresente mano vaticana e nella sua ingerenza nella nostra vita politica e sociale, gli americani decidono di regalarci questa perla.

Per tutta la pellicola rimane il dubbio se sia auspicabile essere tra i sopravvissuti o tra i morti, se combattere o arrendersi, non lo si sa e non lo si capisce neanche alla fine … pare ricordarci che, esattamente come ogni religione, le scelte non sono mai giuste e non sono mai sbagliate, l’importante è affidarsi con tutti noi stessi a qualcosa che non si vede, non si hanno prove della sua esistenza e tutto solo per morire.

Evviva la vita ed il pensiero positivo.

“Consigliato a chi vuole convincerti a convertirti ed a chi, invece, proprio non vuole farlo”

Trailer:

Matt

Paolo Ruffini

Cafografia

Paolo Ruffini. Se non si fosse capito Paolo è nato a Livorno, il 26 novembre 1978, cosa che riesce a tenere nascosta soprattutto grazie alla sua dizione perfetta … già non ci crede nessuno!
Wikipedia lo definisce “attore” chiaro segnale che, quantomeno in Italia, questa qualifica viene concessa con una certa facilità e, addirittura, spesso è sufficiente l’auto-proclamazione.Ruffini KinderRuffini olidataI suoi esordi iniziano con gli spot pubblicitari per Kinder Cereali ed Olidata, dove, sebbene ragazzino, si distingue per la sua espressione con gli occhi sgranati che impedisce di capire se sta impersonando (dai, diciamo così) il ruolo del tontolone o dell’incredulo (forse perché sta lavorando?).Dalla pubblicità al cinema il passo è breve ed interpetra un antipatico compagno di classe in Ovosodo (sempre grazie alla sua dizione) ed immortala sul grande schermo le espressioni che l’avevano reso noto in tv … le solite!OvosodoIl grande successo però è dovuto al Nido del Cuculo fondato nel 2001 coma associazione cinematografica dove sfogare la sua passione e conoscenza (per quello ne ha, ammettiamolo, per il cinema) … il mezzo utilizzato è prendere clip di film celebri e doppiarli di nuovo … con cadenza labronica!Nel 2002 vince il concorso di Mtv “Cercasi VJ”, concorso fatto e rifatto sulla base del “cerchiamo talenti emergenti” ma che non ha mai visto vincente uno sconosciuto, qualcuno che non avesse almeno già fatto radio, televisione e cinema! Lavora per la tv più giovane d’Italia per 3 anni, ed anche in questo caso i suoi punti di forza sono: l’italiano parlato più corretto del mondo, l’espressione vivace, e la pettinatura che passa inosservata (ovviamente sto scherzando!)

Dalla conduzione di classifiche musicali, nel 2005 partecipa ad un programma di chiacchere televisive (dall’impronta poco intelligente) con un titolo difficile da collegare “Bla Bla Bla”, poi passa a Rai 2 e con la sua conduzione di “Stracult” intervista attori di grande calibro che, vedendolo, avranno avuto un’opinione alquanto personale delle nuove leve della conduzione italiana.

Oramai lanciato inizia ad essere chiamato per recitare (ma perché?) se così si può dire, per fortuna in pellicoleNatale a Miami che sono la forma più bassa della cinematografia, i cinepanettoni, stavolta firmati Neri Parenti, Natale a Miami e Natale a New York, dove ancora una volta si presta a rappresentare i livornesi in the world. Anche stavolta: cadenza livornese che sostituisce l’italiano ed espressione intelligente.

Torna nel 2007 in tv con il canale satellitare Comedy Central dove conduce una serie di sketch definiti comici, intitolato, giusto per allontanarsi dallo stereotipo da lui creato, “Amici miei”Comedy central

Nel 2008 altra prestazione, con il solito risultato, “Natale a Rio” e poi la versione estiva “Un’estate ai Caraibi”
Nei 3 anni successivi passa in sordina partecipando ad una serie di pellicole, dove, manco a dirlo, interpreta sempre con le solite espressioni, personaggi minori.

Nel 2011 è il miracolato del millennio appena iniziato ed inizia la conduzione di Colorado, insieme a Belen Rodriguez. Nel ruolo del conduttore irriverente, che parla livornese e con l’espressione tra il babbeo ed il sorpreso (ci credo!) si guadagna anche l’imitazione di uno dei comici, Baz, che non a caso punta sulla sua dizione.
Lavora anche in teatro, nei musical, ma il pubblico si domanda ogni volta “perché?”!
Grazie a Colorado, e dal suo personale genio della lampada Diego Abatantuono, è protagonista di Colorado – ‘Sto classico e nel 2012 conduce di nuovo Colorado Cafè!
Nel 2013 il gruppo Colorado esaudisce il secondo miracolo producendo il film che segna il suo (triste) esordio alla regia “Fuga di Cervelli” e segna anche chiunque abbia avuto la sventura di vedere la pellicola.
Non soddisfatto del flop, e della Critica imbestialita come un gatto al quale è rimasta la coda nello stipite della porta, ci riprova nel 2014 con il risultato meno catastrofico di “Tutto molto bello“, ma comunque decisamente negativo a livello di Critica e di i risultati al botteghino, addirittura  inferiori al film predcedente: il pubblico si era lasciato fregare una volta e di certo non voleva buttar via i soldi per il biglietto del cinema di nuovo.
Lo stesso anno gli affidano la conduzione dei “David di Donatello” (ed ancora: perché?) dando di “Bella Topa” ad una vecchina di 80 anni, Sophia Loren, che tentava tra un ritocchino e l’altro di ingannare il tempo che passa e magari darsi un tocco di classe … con il suo tributo, tutti si è frantumato come il cristallo durante un terremoto.
E come terzo mistero, non quello di Fatima ma evidentemente di Abatantuono, il 20 febbraio 2015 è tornato ad essere conduttore di Colorado, perché, altrimenti, i comici presenti non risulterebbero così tanto bravi rispetto al suo modo di fare comicità.
Nel frattempo continua il tour iniziato nel 2004 e tutt’oggi attivo di “Io doppio” dove presenta le clip doppiate in livornese, intervallate di spazi, sempre più lunghi, nei quali lui si diletta a recitare … alla fine lo spettacolo è concluso con un monologo strappalacrime dove vengono usati i titoli dei film che il pubblico propone per formulare frasi di senso compiuto … il realtà con quelli del pubblico non ci riesce e da almeno un paio d’anni usa sempre gli stessi per rimediare.
Nota di colore è la sua vita privata: nel 2007 si è sposato con Claudia Campolongo, che nella vita fa la cantante! Durante lo scherzo perpetrato da “Scherziaparte” ai danni di Ruffini, la ragazza, adorabile tra l’altro, si è rivelata essere anche una buona attrice, non solo non ridendo mentre il proprio compagno moriva di paura, ma parlando con un quadro ed angosciando anche lo spettatore. Lei molto brava!

Paolo Ruffini resta un buon personaggio pubblico, una persona che suscita il sorriso, ma il suo forte rimane lo spettacolo dal vivo dove intagisce col pubblico e le geniali produzioni di “Io doppio” e del “Nido del Cuculo” … con gli anni spesso ci si allontana da ciò che ci ha reso più apprezzati, lui, decisamente, dovrebbe tornare alle origini e sfruttare quel suo grande punto di forza lasciando perdere le velleità da attore/regista visto che, pare evidente, non è stato in grado di evolversi come i pokemon.

Matt

Tutto molto bello

Cafoneria Divertimento
★★★☆☆ ★★★☆☆

 

Titolo originale: Tutto molto bello
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Frank Matano, Gianluca Fubelli, Nina Senicar, Angelo Pintus, Chiara Francini, Paolo Calabresi, Chiara Gensini, Ahmed Hafiene, Michael Righini
Durata: 90 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2014
Frase del film: “errare humanum est, perseverare” – “ovest!!

 

Trama:
Un futuro padre viene coinvolto in una sequenza di eventi che lo porterà a rivalutare le priorità della vita
Considerazioni:
Con questo film si conclude la cinematografia che vede alla regia Paolo Ruggini (un auspicio più che un’affermazione) rivelandosi come un capolavoro rispetto al film precedente, “Fuga di cervelli”.Paolo Ruffini, protagonista, con la sua spalla Frank Matano continuano ad essere le spine nel fianco della recitazione italiana: il primo simpatico nella sua riproposizione del livornese, la solita, riproposta in ogni occasione e l’unica cosa che sa fare; il secondo lascia ancora una volta allibiti sul fatto che riesca, imperterrito, a restare nel mondo del cinema.La Critica ancora una volta, a giusto avviso, è spietata e boccia questa pellicola, che, almeno stavolta, riesce a strappare qualche risata soprattutto grazie ai comici di Colorado che, di nuovo, vengono inseriti tra i personaggi.

Nina Senicar ha il solo ruolo di essere bella, ed in questo riesce, decisamente meno se deve trasmettere qualche emozione.

La partecipazione di Pupo è agghiacciante ma, fortunatamente, è solo un espediente narrativo.

Fubelli e Pintus mettono in scena il loro repertorio di punta e pertanto risultano essere semplicemente loro, quelli che il pubblico ha imparato ad apprezzare.

Di tutt’altro livello Chiara Francini che, occorre dirlo, di mestiere fa l’attrice e si rivela adatta.

Così come in “Fuga di Cervelli” sono solo chi ha piccoli ruoli a manifestare doti recitative ed ancora non basta!

Il film, a tratti divertente, è originale e si propone come una versione lunga ed articolata del programma comico, “Colorado” appunto, che lo finanzia.

Se non si ha di meglio da fare, e soprattutto da vedere, può meritare, magari mentre si sta facendo anche altro: non richiede grande concertazione per seguirlo ed i momenti comici comunque possono essere colti.

 

“Consigliato a chi si è perso l’ultima stagione di Colorado”

Trailer:

Matt

Fuga di cervelli

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: Fuga di cervelli
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Luca Peracino ed Andrea Pisani (I Panpers), Frank Matano, Guglielmo Scilla, Rosalia Porcaro, Biagio Izzo, Marco Messeri, Gaia Messerklinger, Olga Kent, Giulia Ottonello, Niccolò Senni, Daniel McVicar, Michela Andreozzi, Andrea Buscemi, Michele Manca (Pino La Lavatrice).
Durata: 100 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2013
Frase del film: “E’ come picchiare uno mentre caca”

 

Trama:
Cinque amici, affetti da vari disturbi mentali e fisici, decidono di partire per Oxford alla conquista dell’amore per uno di loro, ma troveranno, improvvisamente, la consapevolezza delle loro possibilità e, soprattutto, dei loro limiti!
Considerazioni:
Prima di iniziare occorre una nota biografica perché nessuno possa dirmi di aver guardato questo film con un qualche pregiudizio, di sicuro non negativo! Seguo Paolo Ruffini da 15 anni, appassionato dei suoi primi lavori, alcuni prima ancora del “nidodelcuculo” dove doppiava in maniera irriverente pellicole storiche; questo mi ha portato ad andare più volte a vederlo dal vivo, gustarmi la sua conduzione di “Colorado” ed aggiungo beccarlo casualmente in metropolitana nei suoi primi anni televisivi ad Mtv.Questo ragazzo – che nonostante lo style giovanile inizia a non essere più tanto giovane – è sicuramente dotato di una simpatia e di un modo di fare comicità monotono ma spontaneo, dimostrandolo anche quando vittima di “scherziapparte”, terrorizzato, parlava con la compagna nello stesso modo con il quale conduce in tv o doppia i filmati.Probabilmente da questa, forse troppo improvvisa, notorietà, nasce l’idea di fare un film, in un’Italia dove possibilità non ce ne sono, a lui viene “regalato un sogno” direbbe il suo collega di miracoli Jovanotti!Come coglie l’occasione? Mettendo in scena qualcosa che fa, semplicemente, letteralmente, da definizione di dizionario, schifo! Direte voi: “forse sei stato troppo forte con questo termine!” Beh, probabilmente, così vi offro l’alternativa tra: disgusto, orrore, raccapriccio, ripugnanza, nausea, voltastomaco, ribrezzo, insofferenza, repulsione … qualsiasi sia la vostra scelta, come con l’inversione degli addendi, il risultato non cambia!Il film è un guazzabuglio di frasi fatte, tra buonismi ed espressioni populiste, situazioni mal copiate da qualche altro film, scene di dubbio divertimento, il tutto senza alcun nesso logico tra le parti che, comunque, rimerebbero tra loro inconciliabili! Potremo dire “D’altra parte, molti sono i film <pulp>, fatti da scene che non hanno niente in comune ma che alla fine danno un senso alla pellicola” … ma qui, citando Vasco, “un senso non ce l’ha!”Siamo di fronte, sopra ogni altra cosa, alla sagra della banalità!Entriamo nel dettaglio.

I protagonisti sono il mix del luogo comune con l’aggiunta del pregiudizio negativo, dettato dall’ignoranza, che non scompare neanche alla fine del film:

– il ragazzo più grande, non vedente, interpretato da Ruffini. Al di là della recitazione, pare vederci meglio di me che sono miope, il personaggio è incapace di gestire la sua invalidità, in pratica non ci vede ma si comporta come ci vedesse … perché ci deve arrivare il messaggio che non dobbiamo ignorare il problema che ci affligge … e come ci arriva questo messaggio? Attraverso capitomboli inutili, scene agghiaccianti nella cucina del ristorante di gusto fantozziano, e bistrattando la ragazza di cui si innamora perché scopre che anche lei è cieca. La scena migliore è quando, per nascondere la sua cecità, decide di guidare un bus a due piani (perché siamo pur sempre in Gran Bretagna e questa banalità non potevamo dimenticarcela!) riproponendo una versione meno aggraziata di Victoria Adams (oggi Beckham) nel film sulle “SpiceGirl”, insomma la parodia brutta di qualcosa già molto brutto!

– il ragazzo sfigato ed il ragazzo sulla sedia rotelle, interpretati dal duo comico “Panpers”. Con loro, in più delle volte, lo scambio di battute sembra funzionare, d’altra parte è il loro mestiere ed hanno fatto fortuna con tutta una serie di botta e risposta … peccato che qui siamo in un film ed i dialoghi sono più lunghi: appena superano le 5 parole, le loro capacità crollano adattandosi allo stile degli altri protagonisti. I personaggi poi sono originali quanto il dolce alle mele; il primo, in quanto sfigato, è in camicia a scacchi con occhialoni scuri con la pettinatura nerd a tutti i costi, che, ovviamente, si innamora della più figa in assoluto abbia mai conosciuto … mentre i suoi coetanei vorrebbero semplicemente portarla a letto, lui non pensa al sesso ma solo all’amore, vuole parlarci e conoscerla meglio, e come poter rendere la purezza della sua anima? Ovviamente è incapace di rivolgerle la parola (sia mai che manchi qualche banalità) e poi lo facciamo trovare nelle situazioni più assurde: gli facciamo rubare un polmone dall’obitorio, lo facciamo quasi vivisezionare sotto un lenzuolo, perché se sotto un lenzuolo per un’ora c’è un uomo vivo o morto nessuno se ne accorge, e soprattutto lo lasciamo andare ad una scena di presunta necrofilia che ci sta sempre molto bene!

Il secondo, dicevamo sulla sedia a rotelle, invece, è la sua nemesi, ha sempre la risposta pronta, e, soprattutto, pensa solo ed esclusivamente al sesso! Pensandoci sopra hanno visto bene di rendere il concetto facendogli spingere la testa di ogni ragazza che si avvicina in mezzo alle sue gambe … in fondo, chi non lo fa costantemente soprattutto se paraplegico?

– il drogato interpretato da Guglielmo Scilla è reso in modo “innovativo”: spaccia per tutto il film, parla poco e le sue espressioni sono coperte da grandi occhiali da sole … questo ha il lato positivo di non far notare come recita!

– infine il gay, ovviamente represso … secondo voi come poteva essere accennata la sua sessualità? Facendogli “tastare” continuamente il protagonista sfigato, perché bisogna sempre esser delicati, ed il tocco di classe, proprio una finezza degna dei migliori maestri della cinematografia, a fine film, causa delle prove di una causa farmaceutica, gli fanno crescere le tette! Olè!

Gli stereotipi negativi, come se non bastasse, sono sottolineati dai dialoghi: il cieco dice “non posso stare con una ragazza non vedente” piantandola al ristorante, il ragazzo paraplegico prima si fa attaccare con il velcro ad un sedia per non sembrare disabile e poi bistratta pesantemente un uomo sulla sedia a rotelle perché incapace di farlo passare, il drogato che gira con una zebra di gomma sottobraccio ha il motto “dragarsi tutti per drogarsi meno” (pura poesia!) , ma, l’apice, si tocca quando, dopo non aver mai parlato in tutto il film di omosessualità, si esordisce con “tu fai lo stupido per nascondere che sei FROCIO!” … voilat!

Perché trattare il tema delle diversità, così già grottescamente rappresentate, senza buttarci il carico da novanta con frasi ed atteggiamenti ostili? Adattiamoci pure al modo soft nazista di affrontare la cosa! E come farlo? Facciamo scoppiare lo sfigato in un impeto di rabbia e riassumiamo tutto con – parafraso – “Io sono sfigato ma posso migliorare, infatti poi mi faccio la bonazza del film, voi, altri, invece, siete proprio diversi e sono vostro amico perché non ne ho altri!”

Con questo monologo d’amore tocchiamo il massimo del dialogo ridotto solitamente in tutto il film, per lo più, a: “Non so un cazzo!” a “Chi è? Sto cazzo!”
Riepilogando: recitazione dei protagonisti inesistente (ci sono bravi attori ma relegati a camei, mentre i protagonisti non possono essere definiti attori senza che mi si riapra l’ulcera), trama inesistente, dialoghi purtroppo malamente presenti. La storia incolla tra loro, in maniera del tutto errata, parti di film comici italiani: la narrazione de “Il Ciclone” e dei film di Aldo Giovanni e Giacomo, ispirandosi chiaramente alla scena “E fuori dal letto? – Nessuno è perfetto!” con un tocco di Stanlio e Ollio e Fantozzi.

Il film non stimola alcun tipo di emozione, se non quel disgusto che ti impedisce di smettere di guardare … avete mai visto un’immagine, ho vissuto una scena, talmente brutta che il vostro cervello non riesce a realizzarla e voi continuate a rimanere impalati, impietriti, a fissarla? Beh, questo è quello che succede con questo pellicola !

Credo che la Critica nazionale possa limitarsi unicamente a non prenderlo in considerazione, è una pellicola non classificabile neanche per gli standard di bruttezza assoluta … perché, se è vero che i gusti sono soggettivi, in questo caso il cafolavoro è oggettivo!

Le domande, pertanto, che rimangono sono:

Perchè?! Perché tutto questo!?
e poi

Perché ti hanno fatto fare pure un secondo film se il primo è inqualificabile? Chi è che ti “spinge” perché tu continui a venderti come grande artista quando il tuo top lo hai toccato con i doppiaggi di altri film?

Perché se hai una compagna bravissima a recitare come nello scherzo che hai subito, non metti lei davanti alla camera? Non sarà “la più bella del reame” ma quanto meno è simpatica e trasmette una pur minima emozione! Ci sono autori e registi che hanno fatto la loro fortuna innamorandosi di una brava attrice rendendola protagonista!

Ora non manca che vedere il secondo film “d’autore” e poi, se dovesse confermare le doti dimostrate in questo, dobbiamo pregare Paolo Ruffini di tornare a fare i doppiaggi dando il giusto senso alla propria vita!

 

“Consigliato a chi il cervello vuole farlo fuggire veramente da questo orrore!”

Trailer:

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