Commedia

Cafolavori film commedia

elfflames

Hansel e Gretel e la strega della foresta nera

HeG-locandina

Cafoneria Divertimento
★★★★☆ ★★☆☆☆

 

Titolo originale: Hansel & Gretel Get Baked
Regia: Regista
Cast: Molly Quinn, Michael Welch, Lara Flynn Boyle, Andrew James Allen, Reynaldo Gallegos, Bianca Saad
Durata: 86 min
Nazionalità: USA
Anno: 2013
Frase del film: “Ho lasciato una scia di skittles per ritrovare la strada”

 

Trama:
C’era una volta una coppia di fidanzati, Gretel e Ashton, dediti al consumo compulsivo di Marijuana. Sembrerebbe una fiaba allegra e spensierata ma tutto cambia quando provano la potente “Foresta Nera” un’erba speciale, quasi “magica” che li porta in un incubo stregato dal quale dovranno uscire, con l’aiuto di Hansel, senza rimetterci le penne.

 

Considerazioni:
StregaMamma MAO. Lo scenario è il seguente: Gruppo di amici il pomeriggio del 15 agosto, zona di montagna, pranzo a base di carne grigliata, temperatura 20 gradi.

“Ci vediamo un film?” qualcuno esclama, ed io “Si, dovrei avere un film bizzarro su Hansel & Gretel…”  tutto inizia così…
Quando lessi la trama del film pensai subito “questo è un bel cafolavoro” un po come per i film Bitch Slap o Ninja contro Alieni, della serie leggi il nome e sai che il pattume sta arrivando, ed infatti è stato così anche per Hansel & Gretel (ecc.. ecc..).Peccato perchè l’idea era buona per uno splatter-comic, prendi 4 giovani decerebrati e li fai andare contro una strega nazista, risultato una spremuta di sangue, ed invece no… o almeno solo per una piccola parte, praticamente uno “shottino” di sangue.
SlurpMolto probabilmente la regia non ha voluto calcare la mano sulla parte cannibal/gore del film riducendola a due o tre scene, dedicandosi più che altro alla comicità spicciola e alla demenza dei personaggi che per alcuni ha anche un senso, dato che li ritroviamo costantemente con la “canna in bocca” e completamente fatti, ma per altri la cosa non funziona.

 

Ci sono poi alcuni problemi nella sceneggiatura (sembra strano ma vero…) infatti ci sono personaggi, tipo il tecnico del gestore elettrico di zona che non tornano, mi spiego meglio, praticamente la strega per coltivare la speciale “Foresta Nera” consuma un casino di corrente elettrica per fornire luce alle simpatiche piantine, cosa che viene proprio presa come pretesto per introdurre il film e la strega stessa! Infatti durante un controllo sull’anomalo consumo cattura un tecnico e lo fa fuori, a circa metà film un’altro tecnico si accorge dell’anomalia, indaga ma poi il personaggio sparisce senza nessuna spiegazione…Doggy

 

Anche la parte di intrattenimento si stempera dopo i primi venti minuti, quando sappiamo cosa sta succedendo e le scene  diventano “soft” sembra di vedere una puntata di Streghe (senza Alyssa Milano) la palpebra cala e le “sfere” pure.

Il finale? Bhe sa di occasione rimandata

Ps. Ma come si è ridotta Lara Flynn Boyle????

Ridottamale

 

“Consigliato agli appassionati di arrosto”

Trailer:

Matt

The Wedding Impact – I Cafoautori

Cafoneria Divertimento
☆☆☆☆☆ ★★★★★

 

Titolo originale: Il Cafolavoro dei Cafoautori
Regia: Elfflames e Cater
Cast: Elfflames, Cater, Saga Shiftyblow, Nomadion, Matt
Durata: 6 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2015
Frase del film: “Mi hanno fatto sposare senza calze”

 

Trama:
Elfflames e Cater si sposano e tutto non può che scatenare la festa!
Considerazioni:
La pellicola di per se non è un vero e proprio “cafolavoro”, ma non per questo dobbiamo escluderla tra i recensiti … anzi!Tutto comincia la mattina, all’alba di questo mese di aprile: sposi, testimoni, parentado ed amici fuori sede, si svegliano per iniziare quella che sarà una maratona di 12 ore di festeggiamenti.Da come si può facilmente evincere dalla trama, si tratta di un matrimonio e quindi ci si aspetta che tutto sia “sole, cuore, amore” condito con quella sdolcinatezza a fiumi che mettono a rischio la vita di ogni diabetico in sala.

Di fatto gli elementi c’erano tutti:

Sole. Quasi estivo, azzarderei a dire, ha fatto sudare ogni invitato di sesso maschile vestito di tutto punto con giacca, camicia e cravatta – d’altra parte si trattava pur sempre di un matrimonio – le donne, più fortunate con il mix vestitino e giacchetta, erano più libere di godersi la giornata di piacevole caldo. Baciato dalla fortuna, lo sfigatello di turno che, dando ascolto alle voci di corridoio che vendevano il ricevimento come “alternativo”, è stato il solo a presentarsi in jeans e maglietta … l’unico lato positivo di esser evidentemente vestito male rispetto agli altri è che non ha patito troppo il caldo, anzi, se l’è proprio goduto!

PlayboyCuore. Presentissimo! Ogni singolo partecipante ha vissuto con empatia la cerimonia, l’aperitivo ed iPamelal pranzo, con tanto di quattro salti – e non di quelli in padella – tra giovani e meno giovani scatenati ma senza scadere nel ridicolo … l’attimo “trenino” c’è stato ma è durato poco, il giusto e l’onesto, senza scadere nel “per favore sopprimetemi”!

Amore. Già quello c’era! Non si trattava di certo di un matrimonio tra la coniglietta di “Playboy” e il ricco proprietario terriero ultraottantenne.

La sposa, diciamo, seppur avvenente senza dubbio, non possiamo descriverla come una giunonica Vittoria Silvstedt od una sportiva Pamela Anderson che corre per ore a rallenty (ha giocato a pallavolo nella sua gioventù ma … ecco … niente di più!).

Lo sposo ammettiamolo, non è vecchio, ma neanche più così giovane, non è un morto di fame ma fra lui e Donald Trump ce ne corre! Quindi indexscordiamoci la favola da Pretty Woman, Un amore sotto l’Albero, Un amore a 5 stelle, Alladin, La Sirenetta e Cenerentola!

Sorvoliamo sugli attori comprimari di questa pellicola … ognuno sembra stato creato per dare colore alle scene! Anzi no … su qualcuno possiamo spendere due parole:

– la sorella maggiore della sposa, non contenta dei suoi 190cm di altezza ha calzato due trampoli per tutta la giornata portandola al record mondale di oltre due metri di ragazza … giusto perTessa non far nascere complessi di  inferiorità su tutti gli altri;

– la sorella minore della sposa invece, proprio l’opposto, vince la gara per il cambio scarpe più repentino della storia anche se, è proprio il caso di dirlo, come indossava lei il tacco 12 nessuno mai lo indosserà;

 

 

– la testimone della sposa ha puntato sulla sobrietà: Woman in redvestita di rosso neanche la protagonista del film di Gene Wider, indossava su delle scarpe che passavano inosservate con tanto diBelen farfalla sul calcagno … non sappiamo ancora se questo simbolo esprimesse il desiderio di libertà, la speranza nella primavera, od un richiamo al più noto coleottero di Belen.

Attimi di panico corale non sono mancati nella trama: il buffet – per antipasto e dolce, ma soprattutto il primo – è riuscito a scatenare l’inferno! Gli invitati si strattonavano, si tiravano i capelli, cercavano di eliminare la concorrenza affogandosi l’un l’altro nella mozzarella di bufala o punzecchiandosi con le verdure fritte! L’arma che ha colpito i più, piacevolmente al fegato, è stata la bomba di parmigiano fritto che induceva anche un po’ alla dipendenza!

Vincitrice su ogni presente è stata l’ottuagenaria che pur di accaparrarsi un pomodorino in più non ha risparmiato gomitate e calci negli stinchi! E’ stata il Bruce Willis della situazione!Bruce Willis

Dulcis in fundo il momento “complotto internazionale”: mentre alcuni tramavano per infilzare il fatidico bouquet tra le costole della sorella maggiore della sposa, in modo che fosse condannata a sposarsi, la testimone in rosso, tra un brindisi ed un sorriso spumeggiante, ha sedato la concorrenza aggiudicandosi il mazzo di fiori dall’apotropaico potere … nessuno ne ha le prove, l’indagine sarà lasciata come motivo principale nel secondo capitolo della saga. Wedding2

Vorrei parlare della “sdolcinatezza” di questa pellicola … ma ai titoli di coda ancora niente! E’ la grande assente! Si d’accordo baci su baci, che lo sposo non ha perso tempo a dare ad ogni richiesta del gentile pubblico, qualche lacrimuccia di commozione ma niente di più!

Con una cerimonia durata 6 minuti netti e tanto di sposa che esclama “Via, s’è finito, si può andare?”, mutande leopardate indossate con classe sopra i pantaloni dallo sposo, il tentativo di entrambi di ballare “siamo i Watussi” … diciamo che la parola “sdolcinato” non può essere applicato a questo film!

In conclusione: la pellicola non sarà un cafolavoro, ma non capita tutti i giorni che i due co-autori di questo blog si sposino! Pertanto:

CONGRATULAZIONI CAFOSPOSINI!

 

 

“Consigliato a chi vuol divertirsi in ogni momento”

Trailer:

Matt

Tutto molto bello

Cafoneria Divertimento
★★★☆☆ ★★★☆☆

 

Titolo originale: Tutto molto bello
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Frank Matano, Gianluca Fubelli, Nina Senicar, Angelo Pintus, Chiara Francini, Paolo Calabresi, Chiara Gensini, Ahmed Hafiene, Michael Righini
Durata: 90 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2014
Frase del film: “errare humanum est, perseverare” – “ovest!!

 

Trama:
Un futuro padre viene coinvolto in una sequenza di eventi che lo porterà a rivalutare le priorità della vita
Considerazioni:
Con questo film si conclude la cinematografia che vede alla regia Paolo Ruggini (un auspicio più che un’affermazione) rivelandosi come un capolavoro rispetto al film precedente, “Fuga di cervelli”.Paolo Ruffini, protagonista, con la sua spalla Frank Matano continuano ad essere le spine nel fianco della recitazione italiana: il primo simpatico nella sua riproposizione del livornese, la solita, riproposta in ogni occasione e l’unica cosa che sa fare; il secondo lascia ancora una volta allibiti sul fatto che riesca, imperterrito, a restare nel mondo del cinema.La Critica ancora una volta, a giusto avviso, è spietata e boccia questa pellicola, che, almeno stavolta, riesce a strappare qualche risata soprattutto grazie ai comici di Colorado che, di nuovo, vengono inseriti tra i personaggi.

Nina Senicar ha il solo ruolo di essere bella, ed in questo riesce, decisamente meno se deve trasmettere qualche emozione.

La partecipazione di Pupo è agghiacciante ma, fortunatamente, è solo un espediente narrativo.

Fubelli e Pintus mettono in scena il loro repertorio di punta e pertanto risultano essere semplicemente loro, quelli che il pubblico ha imparato ad apprezzare.

Di tutt’altro livello Chiara Francini che, occorre dirlo, di mestiere fa l’attrice e si rivela adatta.

Così come in “Fuga di Cervelli” sono solo chi ha piccoli ruoli a manifestare doti recitative ed ancora non basta!

Il film, a tratti divertente, è originale e si propone come una versione lunga ed articolata del programma comico, “Colorado” appunto, che lo finanzia.

Se non si ha di meglio da fare, e soprattutto da vedere, può meritare, magari mentre si sta facendo anche altro: non richiede grande concertazione per seguirlo ed i momenti comici comunque possono essere colti.

 

“Consigliato a chi si è perso l’ultima stagione di Colorado”

Trailer:

Matt

Fuga di cervelli

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: Fuga di cervelli
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Luca Peracino ed Andrea Pisani (I Panpers), Frank Matano, Guglielmo Scilla, Rosalia Porcaro, Biagio Izzo, Marco Messeri, Gaia Messerklinger, Olga Kent, Giulia Ottonello, Niccolò Senni, Daniel McVicar, Michela Andreozzi, Andrea Buscemi, Michele Manca (Pino La Lavatrice).
Durata: 100 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2013
Frase del film: “E’ come picchiare uno mentre caca”

 

Trama:
Cinque amici, affetti da vari disturbi mentali e fisici, decidono di partire per Oxford alla conquista dell’amore per uno di loro, ma troveranno, improvvisamente, la consapevolezza delle loro possibilità e, soprattutto, dei loro limiti!
Considerazioni:
Prima di iniziare occorre una nota biografica perché nessuno possa dirmi di aver guardato questo film con un qualche pregiudizio, di sicuro non negativo! Seguo Paolo Ruffini da 15 anni, appassionato dei suoi primi lavori, alcuni prima ancora del “nidodelcuculo” dove doppiava in maniera irriverente pellicole storiche; questo mi ha portato ad andare più volte a vederlo dal vivo, gustarmi la sua conduzione di “Colorado” ed aggiungo beccarlo casualmente in metropolitana nei suoi primi anni televisivi ad Mtv.Questo ragazzo – che nonostante lo style giovanile inizia a non essere più tanto giovane – è sicuramente dotato di una simpatia e di un modo di fare comicità monotono ma spontaneo, dimostrandolo anche quando vittima di “scherziapparte”, terrorizzato, parlava con la compagna nello stesso modo con il quale conduce in tv o doppia i filmati.Probabilmente da questa, forse troppo improvvisa, notorietà, nasce l’idea di fare un film, in un’Italia dove possibilità non ce ne sono, a lui viene “regalato un sogno” direbbe il suo collega di miracoli Jovanotti!Come coglie l’occasione? Mettendo in scena qualcosa che fa, semplicemente, letteralmente, da definizione di dizionario, schifo! Direte voi: “forse sei stato troppo forte con questo termine!” Beh, probabilmente, così vi offro l’alternativa tra: disgusto, orrore, raccapriccio, ripugnanza, nausea, voltastomaco, ribrezzo, insofferenza, repulsione … qualsiasi sia la vostra scelta, come con l’inversione degli addendi, il risultato non cambia!Il film è un guazzabuglio di frasi fatte, tra buonismi ed espressioni populiste, situazioni mal copiate da qualche altro film, scene di dubbio divertimento, il tutto senza alcun nesso logico tra le parti che, comunque, rimerebbero tra loro inconciliabili! Potremo dire “D’altra parte, molti sono i film <pulp>, fatti da scene che non hanno niente in comune ma che alla fine danno un senso alla pellicola” … ma qui, citando Vasco, “un senso non ce l’ha!”Siamo di fronte, sopra ogni altra cosa, alla sagra della banalità!Entriamo nel dettaglio.

I protagonisti sono il mix del luogo comune con l’aggiunta del pregiudizio negativo, dettato dall’ignoranza, che non scompare neanche alla fine del film:

– il ragazzo più grande, non vedente, interpretato da Ruffini. Al di là della recitazione, pare vederci meglio di me che sono miope, il personaggio è incapace di gestire la sua invalidità, in pratica non ci vede ma si comporta come ci vedesse … perché ci deve arrivare il messaggio che non dobbiamo ignorare il problema che ci affligge … e come ci arriva questo messaggio? Attraverso capitomboli inutili, scene agghiaccianti nella cucina del ristorante di gusto fantozziano, e bistrattando la ragazza di cui si innamora perché scopre che anche lei è cieca. La scena migliore è quando, per nascondere la sua cecità, decide di guidare un bus a due piani (perché siamo pur sempre in Gran Bretagna e questa banalità non potevamo dimenticarcela!) riproponendo una versione meno aggraziata di Victoria Adams (oggi Beckham) nel film sulle “SpiceGirl”, insomma la parodia brutta di qualcosa già molto brutto!

– il ragazzo sfigato ed il ragazzo sulla sedia rotelle, interpretati dal duo comico “Panpers”. Con loro, in più delle volte, lo scambio di battute sembra funzionare, d’altra parte è il loro mestiere ed hanno fatto fortuna con tutta una serie di botta e risposta … peccato che qui siamo in un film ed i dialoghi sono più lunghi: appena superano le 5 parole, le loro capacità crollano adattandosi allo stile degli altri protagonisti. I personaggi poi sono originali quanto il dolce alle mele; il primo, in quanto sfigato, è in camicia a scacchi con occhialoni scuri con la pettinatura nerd a tutti i costi, che, ovviamente, si innamora della più figa in assoluto abbia mai conosciuto … mentre i suoi coetanei vorrebbero semplicemente portarla a letto, lui non pensa al sesso ma solo all’amore, vuole parlarci e conoscerla meglio, e come poter rendere la purezza della sua anima? Ovviamente è incapace di rivolgerle la parola (sia mai che manchi qualche banalità) e poi lo facciamo trovare nelle situazioni più assurde: gli facciamo rubare un polmone dall’obitorio, lo facciamo quasi vivisezionare sotto un lenzuolo, perché se sotto un lenzuolo per un’ora c’è un uomo vivo o morto nessuno se ne accorge, e soprattutto lo lasciamo andare ad una scena di presunta necrofilia che ci sta sempre molto bene!

Il secondo, dicevamo sulla sedia a rotelle, invece, è la sua nemesi, ha sempre la risposta pronta, e, soprattutto, pensa solo ed esclusivamente al sesso! Pensandoci sopra hanno visto bene di rendere il concetto facendogli spingere la testa di ogni ragazza che si avvicina in mezzo alle sue gambe … in fondo, chi non lo fa costantemente soprattutto se paraplegico?

– il drogato interpretato da Guglielmo Scilla è reso in modo “innovativo”: spaccia per tutto il film, parla poco e le sue espressioni sono coperte da grandi occhiali da sole … questo ha il lato positivo di non far notare come recita!

– infine il gay, ovviamente represso … secondo voi come poteva essere accennata la sua sessualità? Facendogli “tastare” continuamente il protagonista sfigato, perché bisogna sempre esser delicati, ed il tocco di classe, proprio una finezza degna dei migliori maestri della cinematografia, a fine film, causa delle prove di una causa farmaceutica, gli fanno crescere le tette! Olè!

Gli stereotipi negativi, come se non bastasse, sono sottolineati dai dialoghi: il cieco dice “non posso stare con una ragazza non vedente” piantandola al ristorante, il ragazzo paraplegico prima si fa attaccare con il velcro ad un sedia per non sembrare disabile e poi bistratta pesantemente un uomo sulla sedia a rotelle perché incapace di farlo passare, il drogato che gira con una zebra di gomma sottobraccio ha il motto “dragarsi tutti per drogarsi meno” (pura poesia!) , ma, l’apice, si tocca quando, dopo non aver mai parlato in tutto il film di omosessualità, si esordisce con “tu fai lo stupido per nascondere che sei FROCIO!” … voilat!

Perché trattare il tema delle diversità, così già grottescamente rappresentate, senza buttarci il carico da novanta con frasi ed atteggiamenti ostili? Adattiamoci pure al modo soft nazista di affrontare la cosa! E come farlo? Facciamo scoppiare lo sfigato in un impeto di rabbia e riassumiamo tutto con – parafraso – “Io sono sfigato ma posso migliorare, infatti poi mi faccio la bonazza del film, voi, altri, invece, siete proprio diversi e sono vostro amico perché non ne ho altri!”

Con questo monologo d’amore tocchiamo il massimo del dialogo ridotto solitamente in tutto il film, per lo più, a: “Non so un cazzo!” a “Chi è? Sto cazzo!”
Riepilogando: recitazione dei protagonisti inesistente (ci sono bravi attori ma relegati a camei, mentre i protagonisti non possono essere definiti attori senza che mi si riapra l’ulcera), trama inesistente, dialoghi purtroppo malamente presenti. La storia incolla tra loro, in maniera del tutto errata, parti di film comici italiani: la narrazione de “Il Ciclone” e dei film di Aldo Giovanni e Giacomo, ispirandosi chiaramente alla scena “E fuori dal letto? – Nessuno è perfetto!” con un tocco di Stanlio e Ollio e Fantozzi.

Il film non stimola alcun tipo di emozione, se non quel disgusto che ti impedisce di smettere di guardare … avete mai visto un’immagine, ho vissuto una scena, talmente brutta che il vostro cervello non riesce a realizzarla e voi continuate a rimanere impalati, impietriti, a fissarla? Beh, questo è quello che succede con questo pellicola !

Credo che la Critica nazionale possa limitarsi unicamente a non prenderlo in considerazione, è una pellicola non classificabile neanche per gli standard di bruttezza assoluta … perché, se è vero che i gusti sono soggettivi, in questo caso il cafolavoro è oggettivo!

Le domande, pertanto, che rimangono sono:

Perchè?! Perché tutto questo!?
e poi

Perché ti hanno fatto fare pure un secondo film se il primo è inqualificabile? Chi è che ti “spinge” perché tu continui a venderti come grande artista quando il tuo top lo hai toccato con i doppiaggi di altri film?

Perché se hai una compagna bravissima a recitare come nello scherzo che hai subito, non metti lei davanti alla camera? Non sarà “la più bella del reame” ma quanto meno è simpatica e trasmette una pur minima emozione! Ci sono autori e registi che hanno fatto la loro fortuna innamorandosi di una brava attrice rendendola protagonista!

Ora non manca che vedere il secondo film “d’autore” e poi, se dovesse confermare le doti dimostrate in questo, dobbiamo pregare Paolo Ruffini di tornare a fare i doppiaggi dando il giusto senso alla propria vita!

 

“Consigliato a chi il cervello vuole farlo fuggire veramente da questo orrore!”

Trailer:

Matt

Good As You – Tutti i colori dell’amore

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: Good As You
Regia: Mariano Lamberti
Cast: Enrico Silvestrin; Lorenzo Balducci; Daniela Virgilio; Lucia Mascino; Elisa Di Eusanio; Luca Dorigo; Diego Longobardi; Micol Azzurro
Durata: 100 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2012
Frase del film: “Tutti se la prendono con le droghe … ma l’amore è peggio!”
Trama:
Amici per caso, amanti per scelta. Un gruppo di persone che interconnesse tra loro, si ritrovono per caso riunite nella notte di capodanno.
Considerazioni:
Good As You, acronimo utilizzato dalla comunità GAY come slogan per la loro completa accettazione, peccato che questo film sia una vera e propria anti-propaganda per la comunità LGBT.Premetto che dopo aver visto questo film, che non passa mai e non riesci proprio a capire dove voglia andare a parare, ho preso in considerazione di entrare a far parte di Militia Christi .Trama inconsistente: prende i più tristi e comuni stereotipi e butta tutto dentro il solito pastone per maiali, in fondo è un “tutti con tutti”, un’orgia (che aspira ad essere) comica che farebbe impallidire i più tristi bunga bunga.I personaggi non hanno alcuno spessore, alcuna emotività, gli attori poco capaci di trasmettere qualcosa, ma non credo di poterli incolpare di questo con una caratterizzazione banale che può essere descritta, e si badi bene non riassunta, così:

– Il gay insicuro dall’innamoramento facile;

– Il gay sieropositivo che non vuole impegnarsi;

– Il gay palestrato estremamente femminile che non sdegna il travestitismo;

– Il gay sudamericano (attenzione: ex tronista di “Uomini e Donne” ed ho detto tutto) che alla fine corre ad infilarlo dove capita;

poi ci sono i corrispettivi femminili

– la lesbica algida dall’atteggiamento autoritario;

– l’etero/lesbica che non sa con chi impegnarsi

– la lesbica estremamente maschile che adora il calcio;

– la lesbica giovane (attenzione: questa invece è una starlette/ballerina televisiva) che alla fine corre a darla un po’ dove capita.

Solo questo unico messaggio: promiscuità sessuale, nessun giudizio, tutto va bene, anche quando, volendo pure reprimere ogni visione moralista, le scene descritte sono squallide e tristi, ancora più triste il fatto che siano spacciate, ad ogni costo, come qualcosa di positivamente rivoluzionario.

Scenario: Roma ed il macello del sesso occasionale che è il “Muccassina”, locale storico della città, utilizzato per enfatizzare ancor di più l’unica idea di fondo presente: insomma devi “farlo”, sempre, comunque, con chiunque e senza remore. L’amore citato nel sottotitolo? Solo qualcosa che “dovrebbe” veleggiare tra le pieghe della trama ma invece rimane appena percepito, vissuto sempre come qualcosa che viene imposto, che fa male e da dipendenza, qualcosa da evitare, un costrutto sociale che non dovrebbe esistere.

Silvestrin e l’ Azzurro sono la coppia di belli e sexy della pellicola ma non riescono, come non è sufficiente la colonna sonora cantata dalle gemelle Kessler, a farti strappare un sorriso.

Siamo lontani dalle altre commedie sull’argomento – ricordiamo che la tematica gay in Italia è trattata per il 99% in pellicole comiche – che, sebbene alle volte anche banali, divertono e, ad ogni modo, tentano di comunicare un forte messaggio sociale: pensiamo, rimanendo nella capitale, a “Le fate Ignoranti” od al più recente “Come non detto”.

Questo è un film assolutamente da non vedere, se siete persone che vivono serenamente.

Se al contrario volete far nascere un’armata omofoba di straordinaria veemenza può essere utilizzato, con i migliori risultati, per far germogliare il seme di una grande e collerica discriminazione anche nei cuori più puri.

 

“Consigliato ai creatori di mastini infernali”

Trailer:

Vita Persa

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