Supereroi

Cafolavori film sui supereroi

elfflames

Power Rangers

Cafoneria Divertimento
★★★☆☆ ★★★½☆

 

Titolo originale: Power Rangers
Regia: Dean Israelite
Cast: Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G, Ludi Lin, Bryan Cranston, Elizabeth Banks
Durata: 127 min
Nazionalità: Stati Uniti d’America, Canada
Anno: 2017
Frase del film: “Go Go Power Rangers”

 

Trama:
Milioni di anni fa, per difendere il Cristallo Zeo fonte di vita sulla terra, un gruppo di “Rangers” combatte contro la traditrice Rita Repulsa (Elizabeth Banks). Purtroppo le cose vanno male e il Leader morente dei combattenti decide di nascondere le Monete del Potere utili per diventare Rangers e di bombardare con un meteorite la terra in modo da non far cadere nelle mani di Repulsa il prezioso cristallo.
Oggi Cinque ragazzi di Angel Grove trovano le Monete del Potere e i Rangers tornano a difendere la terra!

 

Considerazioni:
Convinto da un mio amico ci rechiamo al cinema di periferia più vicino con le nostre rispettive mogli, sinceramente aspettandomi un cafolavoro in piena regola con cartoni in faccia e pizze volanti, ed invece mi sbagliavo.

 

Power Rangers risulta essere un discreto film, non stiamo parlando di un capolavoro intendiamoci, ma un film che intrattiene, forse un po lungo in alcune parti, ma che comunque scorre via piuttosto bene. Tornando alla sala mi aspettavo un’affluenza più bambinesca e forse dato l’orario (19:00) in sala scruto una maggioranza di over 30 fomentati.
Parlando della pellicola posso dire che è un mix di scene cazzone tipiche della serie tv come ad esempio la ripresa dal basso durante la trasformazione del Goldar (il mostro), la corsa degli Zord ed altre piccole chicche che chi a visto la serie ricorda, ed a dialoghi più o meno seri dei personaggi che qui vengono caratterizzati un po meglio rispetto alla versione TV. Qui infatti ci vengono raccontati i problemi dei Ranger, visti però come adolescenti, e come insieme grazie all’amicizia e allo spirito di gruppo che durante il film si va ad instaurare riescono a risolvere, siamo chiari eh nulla di già visto ma che applicato su questo brand da un po di spessore al tutto.

 

La parte recitativa è “normale” nel senso che tutti fanno la propria parte, da sottolineare la presenza di Bryan Cranston (Walter White – Breaking Bad) nelle fattezze digitali e vocali di Zordon, piccola curiosità anche nella serie TV Cranston doppiava il simpatico faccione di Zordon.
Per quanto riguarda gli effetti visivi bhe ampio uso della CGI di discreto livello nulla di particolare, mi sono piaciuti poco sia Goldar il mostro creato da Rita Repulsa che il Megazord (l’unione di tutti gli Zord) forse troppo antropomorfo per i miei gusti, buona invece la scena iniziale ambientata nel cenozoico e il design delle nuove tute dei Rangers.

 

La sceneggiatura non è nulla di nuovo ma comunque ben scritta per un film del genere, la regia enfatizza piuttosto bene le parti introspettive dei personaggi girate di notte o comunque con toni freddi, mentre nelle scene più divertenti e di botte le luci sono sparate a mille.

Tutto sommato un film godibile dove, magari, un ragazzino potrebbe rispecchiarsi nelle problematiche proposte, un adulto invece può farsi quattro risate e ripensare a quando da bambino si divertiva davanti alla TV gridando “GO GO Power Rangeeeeer”

 

“Consigliato agli over 30 nostalgici”

Trailer:

Matt

The Wedding Impact – I Cafoautori

Cafoneria Divertimento
☆☆☆☆☆ ★★★★★

 

Titolo originale: Il Cafolavoro dei Cafoautori
Regia: Elfflames e Cater
Cast: Elfflames, Cater, Saga Shiftyblow, Nomadion, Matt
Durata: 6 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2015
Frase del film: “Mi hanno fatto sposare senza calze”

 

Trama:
Elfflames e Cater si sposano e tutto non può che scatenare la festa!
Considerazioni:
La pellicola di per se non è un vero e proprio “cafolavoro”, ma non per questo dobbiamo escluderla tra i recensiti … anzi!Tutto comincia la mattina, all’alba di questo mese di aprile: sposi, testimoni, parentado ed amici fuori sede, si svegliano per iniziare quella che sarà una maratona di 12 ore di festeggiamenti.Da come si può facilmente evincere dalla trama, si tratta di un matrimonio e quindi ci si aspetta che tutto sia “sole, cuore, amore” condito con quella sdolcinatezza a fiumi che mettono a rischio la vita di ogni diabetico in sala.

Di fatto gli elementi c’erano tutti:

Sole. Quasi estivo, azzarderei a dire, ha fatto sudare ogni invitato di sesso maschile vestito di tutto punto con giacca, camicia e cravatta – d’altra parte si trattava pur sempre di un matrimonio – le donne, più fortunate con il mix vestitino e giacchetta, erano più libere di godersi la giornata di piacevole caldo. Baciato dalla fortuna, lo sfigatello di turno che, dando ascolto alle voci di corridoio che vendevano il ricevimento come “alternativo”, è stato il solo a presentarsi in jeans e maglietta … l’unico lato positivo di esser evidentemente vestito male rispetto agli altri è che non ha patito troppo il caldo, anzi, se l’è proprio goduto!

PlayboyCuore. Presentissimo! Ogni singolo partecipante ha vissuto con empatia la cerimonia, l’aperitivo ed iPamelal pranzo, con tanto di quattro salti – e non di quelli in padella – tra giovani e meno giovani scatenati ma senza scadere nel ridicolo … l’attimo “trenino” c’è stato ma è durato poco, il giusto e l’onesto, senza scadere nel “per favore sopprimetemi”!

Amore. Già quello c’era! Non si trattava di certo di un matrimonio tra la coniglietta di “Playboy” e il ricco proprietario terriero ultraottantenne.

La sposa, diciamo, seppur avvenente senza dubbio, non possiamo descriverla come una giunonica Vittoria Silvstedt od una sportiva Pamela Anderson che corre per ore a rallenty (ha giocato a pallavolo nella sua gioventù ma … ecco … niente di più!).

Lo sposo ammettiamolo, non è vecchio, ma neanche più così giovane, non è un morto di fame ma fra lui e Donald Trump ce ne corre! Quindi indexscordiamoci la favola da Pretty Woman, Un amore sotto l’Albero, Un amore a 5 stelle, Alladin, La Sirenetta e Cenerentola!

Sorvoliamo sugli attori comprimari di questa pellicola … ognuno sembra stato creato per dare colore alle scene! Anzi no … su qualcuno possiamo spendere due parole:

– la sorella maggiore della sposa, non contenta dei suoi 190cm di altezza ha calzato due trampoli per tutta la giornata portandola al record mondale di oltre due metri di ragazza … giusto perTessa non far nascere complessi di  inferiorità su tutti gli altri;

– la sorella minore della sposa invece, proprio l’opposto, vince la gara per il cambio scarpe più repentino della storia anche se, è proprio il caso di dirlo, come indossava lei il tacco 12 nessuno mai lo indosserà;

 

 

– la testimone della sposa ha puntato sulla sobrietà: Woman in redvestita di rosso neanche la protagonista del film di Gene Wider, indossava su delle scarpe che passavano inosservate con tanto diBelen farfalla sul calcagno … non sappiamo ancora se questo simbolo esprimesse il desiderio di libertà, la speranza nella primavera, od un richiamo al più noto coleottero di Belen.

Attimi di panico corale non sono mancati nella trama: il buffet – per antipasto e dolce, ma soprattutto il primo – è riuscito a scatenare l’inferno! Gli invitati si strattonavano, si tiravano i capelli, cercavano di eliminare la concorrenza affogandosi l’un l’altro nella mozzarella di bufala o punzecchiandosi con le verdure fritte! L’arma che ha colpito i più, piacevolmente al fegato, è stata la bomba di parmigiano fritto che induceva anche un po’ alla dipendenza!

Vincitrice su ogni presente è stata l’ottuagenaria che pur di accaparrarsi un pomodorino in più non ha risparmiato gomitate e calci negli stinchi! E’ stata il Bruce Willis della situazione!Bruce Willis

Dulcis in fundo il momento “complotto internazionale”: mentre alcuni tramavano per infilzare il fatidico bouquet tra le costole della sorella maggiore della sposa, in modo che fosse condannata a sposarsi, la testimone in rosso, tra un brindisi ed un sorriso spumeggiante, ha sedato la concorrenza aggiudicandosi il mazzo di fiori dall’apotropaico potere … nessuno ne ha le prove, l’indagine sarà lasciata come motivo principale nel secondo capitolo della saga. Wedding2

Vorrei parlare della “sdolcinatezza” di questa pellicola … ma ai titoli di coda ancora niente! E’ la grande assente! Si d’accordo baci su baci, che lo sposo non ha perso tempo a dare ad ogni richiesta del gentile pubblico, qualche lacrimuccia di commozione ma niente di più!

Con una cerimonia durata 6 minuti netti e tanto di sposa che esclama “Via, s’è finito, si può andare?”, mutande leopardate indossate con classe sopra i pantaloni dallo sposo, il tentativo di entrambi di ballare “siamo i Watussi” … diciamo che la parola “sdolcinato” non può essere applicato a questo film!

In conclusione: la pellicola non sarà un cafolavoro, ma non capita tutti i giorni che i due co-autori di questo blog si sposino! Pertanto:

CONGRATULAZIONI CAFOSPOSINI!

 

 

“Consigliato a chi vuol divertirsi in ogni momento”

Trailer:

Matt

I CdZ: La leggenda del Grande Tempio

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: 聖闘士星矢 Legend of Sanctuary
Regia: Keiichi Sato
Cast: Kaito Ishikawa Kenji Aakabane; Kenshō Ono
Durata: 95min
Nazionalità: Giappone
Anno: 2014
Frase del film: “Giovani guerrieri, bruciate il vostro cosmo, perchè l’umanità si risvegli nella pace

 

Trama:
Invincibili guerrieri, valenti condottieri, votati anima e corpo a Lady Isabel. Per diventare “santi”, per esser cavalieri, han sostenuto prove di rara crudeltà ma, oramai, è giunto il momento, chi vincerà l’armatura d’oro? Saran scontri sovraumani, duelli decisivi, che decideranno chi l’armatura indosserà; è un torneo micidiale, è uno scontro fraticida, il più forte d’ora in fine tra tutti trionferà, chi sarà mai? Sono i cavalieri dello Zodiaco, hanno nomi importanti, sono grandi e forti eroi. Tutti decisi a vincere ma solo uno alla fine potrà trionfar!
Considerazioni:
Non vorrei sbagliarmi ma introduciamo un cartone animato cavolavoro, un cafotoons per l’esattezza.“Un film per appassionati” … così veniva descritto … aggiungerei “Un film per <far morire di infarto> gli appassionati”, questa la dicitura corretta.La prima domanda è: come hanno fatto i doppiatori, quelli di sempre – non a caso vengono definiti “doppiaggio storico” – a prestarsi ad un simile scempio!?

Risulta essere qualcosa di difficile da guardare, a maggior ragione se si conoscono, anche in versione meno fanatica, i beniamini vestititi di firmamento stellare … un vero e proprio colpo al cuore.

L’analisi di questa pellicola, enorme e tecnica, deve esser fatta cercando di essere il più schematici possibili, quasi un iter matematico/scientifico.

Elementi positivi:

  1. Il materiale delle armature. Sembra vero: il colore, i riflessi di luce, la consistenza data dal 3D, veramente molto belle, si percepisce in modo realistico di cosa dovrebbero esser fatte. Questo rappresenta almeno l’80% della bellezza del film;
  2. La rappresentazione di Seiya di Pegaso (Pesaus) è fatta molto bene: un sempliciotto dal gran cuore, pronto più alla battuta ed al fraintendimento che non cosciente delle propria missione che poi si rivela un eroe. Ci siamo! Nella serie tv questa particolarità è trasmessa a fasi alterne, si percepisce ma non arriva mai al 100% mentre nella trasposizione cinematografica sono stati in grado di renderlo alla perfezione;
  3. Passabile anche la licenza che ha visto Mu(r) dell’Ariete in versione dottorino, spogliatosi dell’armatura, con tanto di occhialetti che lo rendevano la versione metal di Harry Potter;
  4. Buona anche la resa di Aldebaran del Toro, riproponendo una delle situazioni chiave nella dinamica della storia anche nel cartone animato in tv.

Oltre questo possiamo riassumere il resto del film e delle sue caratteristiche come “IL DISAGIO”

  1. L’ambientazione non è più ellenica. Scordatevi i templi lungo la scalinata per raggiungere Arles (Il Gran Sacerdote) e salvare la Dea della giustizia, abbandonate fregi e capitelli personalizzati per ogni segno zodiacale, qui si corre lungo ponti sospesi, sorretti da non meglio definite statue volanti, in uno scenario che definirlo fantasy è riduttivo;
  1. I personaggi! Qui si apre uno scenario post apocalittico:

Shiryu del Dragone (Dragone): completamente privo di un qualsiasi pathos. Saggio del gruppo, che combatte ogni tipo di avversità (ricordiamoci che diventa cieco) è trasformato in un ragazzotto che non si lava – è proprio fatto presente che è sempre in armatura – senza alcun riferimento al suo profondo legame con Dolo della Bilancia, alias il Maestro dei Cinque picchi, che neanche vediamo;

Ikki della Fenice (Fenix), il bello e dannato, combattuto tra il profondo odio verso la sorte destinata ai cavalieri ed il senso di appartenenza ai valori fondamentali di lealtà e giustizia verso Atena, è poco più di un rozzo animale con una testa che sembra un televisore (ma risulta essere ancora il più “ganzo” di tutti);

Hyoga del Cigno (Cristal), da sempre il bello e leggiadro dalla fisicità scandinava, la versione maschile di Diane Kruger, con le sue movenze d’attacco che sembrano una danza, eccolo trasformato in un biker in latex, praticamente il sosia di Howard di Tekken;

Shun di Andromeda (Andromeda), la “sfranta” per eccellenza, caratterizzato dalla fortissima ambiguità sessuale – e meno ambigua la scena di quando si sdraia per riscaldare con il proprio corpo, abbracciandolo, Cristal intrappolato in una bara di ghiaccio), quasi una transessuale in erba, che qui sembra semplicemente uno dei One Direction! Solitamente sentimentale qui dice si e no due parole, la sua, presenza chiave nella storia originale, qui potrebbe del tutto essere ignorato.

Atena, Saori Kido, la nostra Lady Isabelle è una ragazzetta viziata che non ha la minima idea di chi sia, di cosa faccia e perché, ma tutto ad un tratto sfoggia poteri cosmici così, come i comuni mortali battono le ciglia, ed ogni volta si sorprende! Averle ripetuto in continuazione “Guarda bellina, sei la reincarnazione di Atena e questi quattro sfigati ti devono proteggere” non le basta a farle comprendere che forse, e dico forse, una vita normale la sua non è! Nell’aspetto i suoi capelli linghi sono stati tagliati corti a causa di un colpo che la prende di striscio, ed in questo ci ricorda Akane Tendo in Ranma ½. Ben lontana dalla nostra paladina che è pronta costantemente ad offrire la sua vita per il bene dell’umanità. Questo è spiegato anche dal fatto che persino le persone con le quali è cresciuta sono totalmente diverse:

Il nonno di Isabelle, Alman di Thule, quell’omone brizzolato dalla carnagione scura, che ha sparso il suo seme ovunque perché il suo compito era generare i 100 ragazzetti che sarebbero divenuti cavalieri (già nella storia originale sono tutti fratellastri), ad inizio film è già morto e comunque nell’antefatto pare solo un ricco stravagante, fisicamente rappresentato come il Genio delle Tartarughe di Dragonball!

Mylock, il maggiordomo tutto fare, atleta, braccio destro Alman, proprio il bastardo pelato, dalla carnagione olivastra che malmenava i nostri eroi ragazzini come se stesse battendo un tappeto, il personaggio più odiato di tutti tanto che nutriamo simpatia più per Asher dell’unicorno che per lui, è stato reso con la personalità di Benny Hill! Ovviamente con un sacco di capelli, giusto per non essere troppo distanti da quello al quale eravamo abituati, e poi omuncolo inetto e buffo.

Tutto questo si evince nei primi 10 minuti del film, tanto che un bambino al cinema urla “ VOGLIO ANDARE VIA … MI ANNNNOOOOIIIIOOOO”, ed io che pensavo “Poverino, non ha ancora la forza di stomaco di reggere una simile porcheria! Il peggio doveva ancora arrivare con i cavalieri d’oro!

Dopo un primo momento di sollievo legato alle figure di Ariete e Toro ero portato a pensare “per fortuna almeno con i Gold Saints si sono attenuti a ciò che siamo abituati a vedere” ecco che tocca attraversare la casa dei Gemelli. In tv è uno dei momenti più interessanti: l’armatura che lotta da sola, Andromeda che riesce a colpire con la sua catena Saga, che stava manovrando quel cavaliere fantasma da lontano, qui si percepisce per la prima volta chi sia il vero cattivo della corsa al Grande tempio, del tutto cancellata … niente … non se ne parla … ed oltre all’amaro in bocca l’indignazione sale.

Arrivano così gli altri personaggi e vado per ordine:

– Dopo il sospiro di sollievo che parevano averci dato Mur ed Aldebaran, arriviamo al momento più brutto, che più ti devasta, di tutto il film … Cancer è stato stravolto! Se nel manga il nome è Death Mask del Cancro, secondo me, sta ad indicare un personaggio che proprio non sprizza gioia e solarità, definito il cavaliere della morte, quello che più è legato al mondo degli inferi, entra in scena come il partecipante di Amici di Maria de Filippi! Quando è apparso sullo schermo ho smesso di respirare e rinvenuto ho urlato “Vi prego, ponete fine alle mie sofferenze e sparatemi”. Siamo di fronte alla brutta versione di Jack Sparrow in armatura dalla quale emergono delle ascelle pelose (neanche il buon gusto), con occhi disallineati – diciamo la verità, è guercio – e sorriso da pazzo! Arriva volando su palloncini colorati, le famose facce nelle pareti – gli spiriti che lui stesso aveva condannato ad una vita di sofferenza e che in tv incutevano una certa angoscia – qui sono il coro, ed alla fine spettacolo pirotecnico. C’è da sentirsi male!!! Direte voi “Dai sei esagerato, quanto mai potrà durare se non pochi secondi?!” … e qui vi sbagliate sono due minuti pieni. Alla fine potremo ammirare anche la biancheria intima di(s)gusto opinabile.

Ve ne propongo un assaggio trovato solo sottotitolato in lingua spagnola

 

Se si è portati a pensare che questo sia il peggio e che niente più possa stupire, si ha ragione solo in parte. La resa di Cancer sconvolge ma anche agli altri cavalieri d’oro non è toccata sorte migliore!

– Diciamolo, Aiolia del Leone (Ioria) era un po’ il belloccio da pop-star del cartone animato! Con quel suo pugno stellare (per il sacro Leo, perché altrimenti si dimentica chi è) sarebbe stato l’idolo delle teen-ager! Bene, dimenticatelo! Questo è un omaccione, alto ma piuttosto massiccio, con tanto di pizzetto e piercing! Non si capisce mai se c’è o ci fa, se ha capito come vanno le cose o meno, subisce anche un po’ di possessione da Saga dei Gemelli tanto per non lasciare niente al caso! Insomma ecco a voi tramutato Justin Bieber nel lottatore di wrestling Bill Goldberg;

Shaka della Vergine (Virgo) sembra invece la versione imponente di Julianne Moore! Maestro di spiritualità, il cavaliere divino in quanto reincarnazione di Buddha, il più vicino ad Atena in quanto entrambi divinità, con un colpo di penna si trasforma in un essere scocciato e menefreghista, una sorta di Fabrizio Corona senza l’uso della parola;

Come ho già detto Doko della Bilancia è il grande assente e passano indenni anche la casa appartenuta a Aiolos del Sagittario (Micene) per arrivare all’incontro con lo scorpione … altro duro colpo!

Milo dello Scorpione (Scorpio) come tutti ricorderemo non era proprio la rappresentazione del machismo: capelli lunghi, mossi, blu, sfoderava sempre quell’unghia lunga, laccata di rosso, che pareva essere innestata direttamente dall’ultimo film di Cicciolina gridando “cuspide scarlatta” … voci dicono che se la intendesse con Camus dell’Acquario … ebbene qui tagliano la testa al toro (e non al povero Aldebaran) ma me lo trasformano in … UNA DONNA!! Ho avuto l’ennesimo sussulto! La poveretta viene pure mascherata perché, come tradizione insegna, le guerriere per non subire discriminazione, nascondevano la propria femminilità dietro una maschera (vediamo Castalia/Marin dell’Acquila e Tisifone/Shaina dell’Ofiuco). Chissà perché una simile profanazione … con questo avranno pensato “Bon! La quota rosa è stata raggiunta!”

– Inghiottito questo boccone amaro non ci accorgiamo di Shura del Capricorno (Capricorn) ed andiamo a trovare Camus dell’Acquario (Acquarius, come la bevanda)! La brocca, l’anfora, dell’acquario, così elegantemente rappresentata dalle sue braccia mentre invoca l’ Aurora execution, in italiano “scorrete divine acque” qui è un bel cannoncino, anche un richiamo vagamente fallico, appoggiato sulla spalla! Trasecolo! Mi viene in mente un video doppiato da Ruffini dove un giovane Jean-Claude Van Damme dice in livornese stretto “Vieni qui che te lo metto io l’uccello sulla spalla” … qui gli hanno messo un cannone che spruzza! Mah!

– Si ringrazia Saga per aver ucciso – ed anche qui enorme eresia – Aphrodite dei Pesci (Fish) … se Scorpio era diventato una donna Fish diventava una del bunga bunga?

– Giungiamo finalmente a Saga dei Gemelli (Gemini) lo psicopatico per eccellenza, che riesce ad essere tanto cattivo quanto buono, che prima cerca di distruggere Atena e poi sarà quello che farà di tutto per salvarla, sarà in grado di condannare la sua anima e la sua eternità per essere il giusto, è la Guest Star, il capo branco di tutti i cavalieri d’oro (non so se si è capito ma è da sempre il mio preferito) qui sembra il cattivo sfigato di Sailor Moon, in particolare il padre di Octavia/Sailor Saturn, il Dottor Tomoe che se la ride da solo mentre escogita piani assurdi senza senso! Perché, poi, non continuare con le assurdità? Gemini, potente ed incontrastato per i suoi poteri psichici, per la capacità di controllare la mente, oggetti a distanza, viaggiare nello spazio/tempo fra più dimensioni in questo film ha il potere di diventare un grandissimo mostro di mattoni! Ma come? Il suo personaggio fa del mancato contatto fisica caratteristica prima e qui … una cosa pesante e rustica come un mostro di mattoni? Ebbene si! La cafonaggine degli attori ha voluto mettere tutto il suo impegno fino alla fine!

Riepilogando: trama inconsistente, personaggi demenziali e senza senso, ambientazione buttata li, come si getta la spazzatura fanno di questo film un colpo duro che sconfigge gli occhi come lo spirito!

 

“Consigliato a chi vuol ricordare i vecchi tempi oramai spariti”

Trailer:

elfflames

Tartarughe Ninja

Cafoneria Divertimento
★★★☆☆ ★★☆☆☆

 

Titolo originale: Teenage Mutant Ninja Turtles
Regia: Jonathan Liebesman
Cast: Pete Ploszek, Noel Fisher, Jeremy Howard, Alan Ritchson, Megan Fox, Danny Woodburn, William Fichtner, Minae Noji, Will Arnett, Whoopi Goldberg
Durata: 101 min
Nazionalità: USA
Anno: 2014
Frase del film: “Frase”

 

Trama:
A New York un gruppo organizzato di criminali, chiamati Clan del Piede e guidati dal malvagio Shredder, crea scompiglio e terrore palesemente sotto l’occhio indifferente delle autorità. Solamente April O’Neil, una giornalista di Channel 6, cerca di indagare per scoprire cosa c’è dietro al Clan.
Una sera mentre indaga sulle malefatte del Piede si imbatte in quattro eroi che si oppongono e combattono quotidianamente le ingiustizie. Riusciranno insieme a portare la giustizia a New York?
Considerazioni:
Sinceramente alla notizia della messa in produzione di “Tartarughe ninja 2014” ho provato sensazioni contrastanti, da una parte pensai “un altro remake… basta… non distruggete ancora i bei ricordi infantili che mi rimangono, non ce ne è bisogno” dall’altra parte pensai “hooo miooo diooo un mito della mia infanzia sul grande schermo! Come nel lontano 1990” dei due pensieri vinse palesemente il secondo, dato che immediatamente mi tornarono in mente una valanga di ricordi da 12enne spensierato, specialmente quello ancora fisso nella memoria riguardante la visione al cinema della pellicola del 90 insieme al mio migliore amico (ancora oggi) ed accompagnati da sua madre.TMNT alla riscossa

Quindi decisione presa, si va al cinema a vedere il remake… purtroppo però ovviamente le sensazioni di un 12enne non possono essere le stesse di un 35enne infatti il film risulta molto banale come storia, come dialoghi e come sceneggiatura si capisce subito cosa c’è dietro e il target che la produzione a voluto prendere.
Il film infatti è palesemente dedicato ai bambini come lo era quello del 90 quindi molto infantile dalle battute stupide e dagli stereotipi classici, non c’è nulla di adulto ed infatti la pellicola mi è passata attraverso senza lasciarmi nulla dato che non riesco ormai più a calarmi nel mood di 20 e passa anni fa.

Alla fine posso solamente elogiare gli effetti speciali, su tutti le animazioni ed il rendering di Splinter, veramente fatto bene e credibile.

Probabilmente questa recensione avrebbe dovuta farla un adolescente di oggi per capire se nel corso di tanto tempo un film del genere può ancora riscuotere successo tra i giovani.

 

“Consigliato ai chimici appassionati di pizza”

Trailer:

cater

Lightspeed

 

Lightspeed

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ★★☆☆☆

 

Titolo originale: Lightspeed
Regia: Don E. FauntLeRoy
Cast: Jason Connery, Nicole Eggert, Daniel Goddard, Lee Majors
Durata: 90 min
Nazionalità: Usa
Anno: 2006
Frase del film: “voglio quella”

 

Trama:
Dopo un’incidente e una lampadata di radiazioni l’agente Daniel Leight si ritrova con un superpotere: correre velocissimo. Decide allora di munirsi di supertutina (=.=) per fermare il cattivo di turno Phyton, nonchè Edward ex amico, mezzo uomo e mezzo serpente (più o meno indicativamente).

 

Considerazioni:
Anno 2006??? Ehm ci deve essere un errore…Va bene che è un film creato per la televisione, ma se lo facevano negli anni ottanta veniva meglio..
Comunque la storia è la classica trama alla Stan Lee, lo scienziato che vuole salvare la sorella sfigurata sperimentando con la pelle di serpente, i fondi che vengono tagliati,la sorella che muore e allora decidiamo di sperimentare su noi stessi e voilà: ecco fatto un cattivone serpentoide; per l’eroe invece prendiamo un agente federale, condiamolo con un pò di radiazioni,una tutina da bobbista, un pò di gatorade e la bella di turno.
Il vero problema sta nella realizzazione del film, cioè è impossibile non rimanere un’attimo stupiti, poi increduli per poi scoppiare a ridere di cuore quando Lightspeed inizia a correre, è inguardabile, per non parlare della tutina che nella locandina sembra fichissima ma nel film è ridicola; vogliamo parlare poi del serpentone gigante che ogni tanto deve farsi la doccia, col ghigno perenne e le proporzioni sbagliate…No via è un film senza senso di esistere nel 2006, non puoi nemmeno dire “dai però per l’epoca era fatto bene”, finisce diretto trai cafo e col pieno delle cacche.

 

 

“Consigliato a Flash”

Trailer:

Vita Persa

Giorni Ore Minuti
6 1 29

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