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Matt

Tutto molto bello

Cafoneria Divertimento
★★★☆☆ ★★★☆☆

 

Titolo originale: Tutto molto bello
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Frank Matano, Gianluca Fubelli, Nina Senicar, Angelo Pintus, Chiara Francini, Paolo Calabresi, Chiara Gensini, Ahmed Hafiene, Michael Righini
Durata: 90 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2014
Frase del film: “errare humanum est, perseverare” – “ovest!!

 

Trama:
Un futuro padre viene coinvolto in una sequenza di eventi che lo porterà a rivalutare le priorità della vita
Considerazioni:
Con questo film si conclude la cinematografia che vede alla regia Paolo Ruggini (un auspicio più che un’affermazione) rivelandosi come un capolavoro rispetto al film precedente, “Fuga di cervelli”.Paolo Ruffini, protagonista, con la sua spalla Frank Matano continuano ad essere le spine nel fianco della recitazione italiana: il primo simpatico nella sua riproposizione del livornese, la solita, riproposta in ogni occasione e l’unica cosa che sa fare; il secondo lascia ancora una volta allibiti sul fatto che riesca, imperterrito, a restare nel mondo del cinema.La Critica ancora una volta, a giusto avviso, è spietata e boccia questa pellicola, che, almeno stavolta, riesce a strappare qualche risata soprattutto grazie ai comici di Colorado che, di nuovo, vengono inseriti tra i personaggi.

Nina Senicar ha il solo ruolo di essere bella, ed in questo riesce, decisamente meno se deve trasmettere qualche emozione.

La partecipazione di Pupo è agghiacciante ma, fortunatamente, è solo un espediente narrativo.

Fubelli e Pintus mettono in scena il loro repertorio di punta e pertanto risultano essere semplicemente loro, quelli che il pubblico ha imparato ad apprezzare.

Di tutt’altro livello Chiara Francini che, occorre dirlo, di mestiere fa l’attrice e si rivela adatta.

Così come in “Fuga di Cervelli” sono solo chi ha piccoli ruoli a manifestare doti recitative ed ancora non basta!

Il film, a tratti divertente, è originale e si propone come una versione lunga ed articolata del programma comico, “Colorado” appunto, che lo finanzia.

Se non si ha di meglio da fare, e soprattutto da vedere, può meritare, magari mentre si sta facendo anche altro: non richiede grande concertazione per seguirlo ed i momenti comici comunque possono essere colti.

 

“Consigliato a chi si è perso l’ultima stagione di Colorado”

Trailer:

Matt

Fuga di cervelli

Cafoneria Divertimento
★★★★★ ☆☆☆☆☆

 

Titolo originale: Fuga di cervelli
Regia: Paolo Ruffini
Cast: Paolo Ruffini, Luca Peracino ed Andrea Pisani (I Panpers), Frank Matano, Guglielmo Scilla, Rosalia Porcaro, Biagio Izzo, Marco Messeri, Gaia Messerklinger, Olga Kent, Giulia Ottonello, Niccolò Senni, Daniel McVicar, Michela Andreozzi, Andrea Buscemi, Michele Manca (Pino La Lavatrice).
Durata: 100 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2013
Frase del film: “E’ come picchiare uno mentre caca”

 

Trama:
Cinque amici, affetti da vari disturbi mentali e fisici, decidono di partire per Oxford alla conquista dell’amore per uno di loro, ma troveranno, improvvisamente, la consapevolezza delle loro possibilità e, soprattutto, dei loro limiti!
Considerazioni:
Prima di iniziare occorre una nota biografica perché nessuno possa dirmi di aver guardato questo film con un qualche pregiudizio, di sicuro non negativo! Seguo Paolo Ruffini da 15 anni, appassionato dei suoi primi lavori, alcuni prima ancora del “nidodelcuculo” dove doppiava in maniera irriverente pellicole storiche; questo mi ha portato ad andare più volte a vederlo dal vivo, gustarmi la sua conduzione di “Colorado” ed aggiungo beccarlo casualmente in metropolitana nei suoi primi anni televisivi ad Mtv.Questo ragazzo – che nonostante lo style giovanile inizia a non essere più tanto giovane – è sicuramente dotato di una simpatia e di un modo di fare comicità monotono ma spontaneo, dimostrandolo anche quando vittima di “scherziapparte”, terrorizzato, parlava con la compagna nello stesso modo con il quale conduce in tv o doppia i filmati.Probabilmente da questa, forse troppo improvvisa, notorietà, nasce l’idea di fare un film, in un’Italia dove possibilità non ce ne sono, a lui viene “regalato un sogno” direbbe il suo collega di miracoli Jovanotti!Come coglie l’occasione? Mettendo in scena qualcosa che fa, semplicemente, letteralmente, da definizione di dizionario, schifo! Direte voi: “forse sei stato troppo forte con questo termine!” Beh, probabilmente, così vi offro l’alternativa tra: disgusto, orrore, raccapriccio, ripugnanza, nausea, voltastomaco, ribrezzo, insofferenza, repulsione … qualsiasi sia la vostra scelta, come con l’inversione degli addendi, il risultato non cambia!Il film è un guazzabuglio di frasi fatte, tra buonismi ed espressioni populiste, situazioni mal copiate da qualche altro film, scene di dubbio divertimento, il tutto senza alcun nesso logico tra le parti che, comunque, rimerebbero tra loro inconciliabili! Potremo dire “D’altra parte, molti sono i film <pulp>, fatti da scene che non hanno niente in comune ma che alla fine danno un senso alla pellicola” … ma qui, citando Vasco, “un senso non ce l’ha!”Siamo di fronte, sopra ogni altra cosa, alla sagra della banalità!Entriamo nel dettaglio.

I protagonisti sono il mix del luogo comune con l’aggiunta del pregiudizio negativo, dettato dall’ignoranza, che non scompare neanche alla fine del film:

– il ragazzo più grande, non vedente, interpretato da Ruffini. Al di là della recitazione, pare vederci meglio di me che sono miope, il personaggio è incapace di gestire la sua invalidità, in pratica non ci vede ma si comporta come ci vedesse … perché ci deve arrivare il messaggio che non dobbiamo ignorare il problema che ci affligge … e come ci arriva questo messaggio? Attraverso capitomboli inutili, scene agghiaccianti nella cucina del ristorante di gusto fantozziano, e bistrattando la ragazza di cui si innamora perché scopre che anche lei è cieca. La scena migliore è quando, per nascondere la sua cecità, decide di guidare un bus a due piani (perché siamo pur sempre in Gran Bretagna e questa banalità non potevamo dimenticarcela!) riproponendo una versione meno aggraziata di Victoria Adams (oggi Beckham) nel film sulle “SpiceGirl”, insomma la parodia brutta di qualcosa già molto brutto!

– il ragazzo sfigato ed il ragazzo sulla sedia rotelle, interpretati dal duo comico “Panpers”. Con loro, in più delle volte, lo scambio di battute sembra funzionare, d’altra parte è il loro mestiere ed hanno fatto fortuna con tutta una serie di botta e risposta … peccato che qui siamo in un film ed i dialoghi sono più lunghi: appena superano le 5 parole, le loro capacità crollano adattandosi allo stile degli altri protagonisti. I personaggi poi sono originali quanto il dolce alle mele; il primo, in quanto sfigato, è in camicia a scacchi con occhialoni scuri con la pettinatura nerd a tutti i costi, che, ovviamente, si innamora della più figa in assoluto abbia mai conosciuto … mentre i suoi coetanei vorrebbero semplicemente portarla a letto, lui non pensa al sesso ma solo all’amore, vuole parlarci e conoscerla meglio, e come poter rendere la purezza della sua anima? Ovviamente è incapace di rivolgerle la parola (sia mai che manchi qualche banalità) e poi lo facciamo trovare nelle situazioni più assurde: gli facciamo rubare un polmone dall’obitorio, lo facciamo quasi vivisezionare sotto un lenzuolo, perché se sotto un lenzuolo per un’ora c’è un uomo vivo o morto nessuno se ne accorge, e soprattutto lo lasciamo andare ad una scena di presunta necrofilia che ci sta sempre molto bene!

Il secondo, dicevamo sulla sedia a rotelle, invece, è la sua nemesi, ha sempre la risposta pronta, e, soprattutto, pensa solo ed esclusivamente al sesso! Pensandoci sopra hanno visto bene di rendere il concetto facendogli spingere la testa di ogni ragazza che si avvicina in mezzo alle sue gambe … in fondo, chi non lo fa costantemente soprattutto se paraplegico?

– il drogato interpretato da Guglielmo Scilla è reso in modo “innovativo”: spaccia per tutto il film, parla poco e le sue espressioni sono coperte da grandi occhiali da sole … questo ha il lato positivo di non far notare come recita!

– infine il gay, ovviamente represso … secondo voi come poteva essere accennata la sua sessualità? Facendogli “tastare” continuamente il protagonista sfigato, perché bisogna sempre esser delicati, ed il tocco di classe, proprio una finezza degna dei migliori maestri della cinematografia, a fine film, causa delle prove di una causa farmaceutica, gli fanno crescere le tette! Olè!

Gli stereotipi negativi, come se non bastasse, sono sottolineati dai dialoghi: il cieco dice “non posso stare con una ragazza non vedente” piantandola al ristorante, il ragazzo paraplegico prima si fa attaccare con il velcro ad un sedia per non sembrare disabile e poi bistratta pesantemente un uomo sulla sedia a rotelle perché incapace di farlo passare, il drogato che gira con una zebra di gomma sottobraccio ha il motto “dragarsi tutti per drogarsi meno” (pura poesia!) , ma, l’apice, si tocca quando, dopo non aver mai parlato in tutto il film di omosessualità, si esordisce con “tu fai lo stupido per nascondere che sei FROCIO!” … voilat!

Perché trattare il tema delle diversità, così già grottescamente rappresentate, senza buttarci il carico da novanta con frasi ed atteggiamenti ostili? Adattiamoci pure al modo soft nazista di affrontare la cosa! E come farlo? Facciamo scoppiare lo sfigato in un impeto di rabbia e riassumiamo tutto con – parafraso – “Io sono sfigato ma posso migliorare, infatti poi mi faccio la bonazza del film, voi, altri, invece, siete proprio diversi e sono vostro amico perché non ne ho altri!”

Con questo monologo d’amore tocchiamo il massimo del dialogo ridotto solitamente in tutto il film, per lo più, a: “Non so un cazzo!” a “Chi è? Sto cazzo!”
Riepilogando: recitazione dei protagonisti inesistente (ci sono bravi attori ma relegati a camei, mentre i protagonisti non possono essere definiti attori senza che mi si riapra l’ulcera), trama inesistente, dialoghi purtroppo malamente presenti. La storia incolla tra loro, in maniera del tutto errata, parti di film comici italiani: la narrazione de “Il Ciclone” e dei film di Aldo Giovanni e Giacomo, ispirandosi chiaramente alla scena “E fuori dal letto? – Nessuno è perfetto!” con un tocco di Stanlio e Ollio e Fantozzi.

Il film non stimola alcun tipo di emozione, se non quel disgusto che ti impedisce di smettere di guardare … avete mai visto un’immagine, ho vissuto una scena, talmente brutta che il vostro cervello non riesce a realizzarla e voi continuate a rimanere impalati, impietriti, a fissarla? Beh, questo è quello che succede con questo pellicola !

Credo che la Critica nazionale possa limitarsi unicamente a non prenderlo in considerazione, è una pellicola non classificabile neanche per gli standard di bruttezza assoluta … perché, se è vero che i gusti sono soggettivi, in questo caso il cafolavoro è oggettivo!

Le domande, pertanto, che rimangono sono:

Perchè?! Perché tutto questo!?
e poi

Perché ti hanno fatto fare pure un secondo film se il primo è inqualificabile? Chi è che ti “spinge” perché tu continui a venderti come grande artista quando il tuo top lo hai toccato con i doppiaggi di altri film?

Perché se hai una compagna bravissima a recitare come nello scherzo che hai subito, non metti lei davanti alla camera? Non sarà “la più bella del reame” ma quanto meno è simpatica e trasmette una pur minima emozione! Ci sono autori e registi che hanno fatto la loro fortuna innamorandosi di una brava attrice rendendola protagonista!

Ora non manca che vedere il secondo film “d’autore” e poi, se dovesse confermare le doti dimostrate in questo, dobbiamo pregare Paolo Ruffini di tornare a fare i doppiaggi dando il giusto senso alla propria vita!

 

“Consigliato a chi il cervello vuole farlo fuggire veramente da questo orrore!”

Trailer:

elfflames

La Mano Infernale

Cafoneria Divertimento
★★★★☆ ★★★★☆
Titolo originale: La Mano Infernale
Regia: Lorenzo Buscaino
Cast: Andrea buscaino, Carlo Buscaino, Eros Bosi, Lorenzo Acquafredda, Giovanni Tasca, Giacomo Martinelli, Mauro Pietrini, Annalisa Mancuso
Durata: 61 min
Nazionalità: Italia
Anno: 2012
Frase del film: “Una bella ragazza timida di poche parole e assolutamente che sia pazza di me.”
Trama:
Anno 1833, due ragazzi, perseguitati da strani eventi sovrannaturali, seppelliscono in un bosco una borsa con la speranza che nessuno mai la ritrovi! Dopo circa 180 anni il destino del giovane e sfortunato Sebastian Velardi viene a scontrarsi con l’incredibile contenuto della borsa.
Considerazioni:
Per la prima volta su Cafolavori mi (e ci) capita di recensire un film inviatoci e consigliatoci da uno degli attori (Eros Bosi). Devo dire che la cosa non può che farci piacere, specialmente se la produzione del film è tricolore, più precisamente Ternana.Ma bando alle ciancie e passiamo al film: La Mano Infernale è la volontà di Lorenzo Buscaino di portare su pellicola un racconto di William Wymark Jacobs “la Zampa di Scimmia” racconto horror del 1902, diciamo che più che una trasposizione fedele è uno spunto che il regista ha preso per girare il film, senza fare eccessivi spoiler posso dire che il tutto gira intorno ad un mano che può esaudire dei desideri ma non tutto è roseo come sembra altrimenti che Horror sarebbe?

Sicuramente la scelta di fare un medio/lungo metraggio (il film dura un’oretta) è più che azzeccata per raccontare tutta la storia, infatti il film non risulta mai lento o noioso anzi!
La visione si intervalla tra scene di tensione e scene di alleggerimento dove ci scappa anche la risata, secondo noi (il film è stato visto quasi dall’intera redazione) La Mano Infernale merita di essere incluso nel blog di Cafolavori sia per i momenti volutamente comici sia per alcune interpretazioni degli attori che in alcuni momenti sembrano essere troppo “Forzate”, mi riferisco ad esempio al primo incontro tra Sebastian (Eros Bosi) e Fux (Lorenzo Acquafredda), comunque il comparto attori (la maggior parte giovanissimi) da una buona prova, e dopo le prime battute in sala sul “leggerissimoaccento Ternano del buon Lorenzo Acquafredda, attori e storia si intrecciano in un proseguendo piuttosto fluido.

Passiamo al comparto visivo, gli effetti speciali sono scarni ma comunque gradevoli per un film autoprodotto a low budget tranne forse per l’involucro della mano, sembra un cotechino di quelli sottovuoto, fortunatamente questo effetto dura poco e la “crisalide” si trasforma in altro. Anche la scelta delle orecchie appuntite, stile elfo, indossate da Annalisa Mancuso durante una delle scene più action sarebbe stata da rivedere, magari eliminandole proprio. Ovviamente queste cose a noi piacciono parecchio se il film fosse stato un Capolavoro invece che un Cafolavoro non ne staremo qui a parlare 😉

Buone le musiche (composte sempre da Lorenzo Buscaino), molto stile anni 80, dove la tastiera ha una parte predominante e scandisce ogni scena di suspance. Anche le riprese sono buone il girato e le inquadrature sono ben fatte, rimangono comunque i soliti problemi delle autoproduzioni, audio ambientale con echi paurosi e riproduzione degli effetti sonori leggermente dissonanti, come ad esempio l’avviamento dei motori delle automobili.
Altra piccola incoerenza, almeno secondo me, i protagonisti Sebastian e Fux durante le varie scene del film cambiano fisionomia, nel senso che gli attori hanno acconciature e fisico diverso! Acquafredda su tutti cambia completamente look da “sovrappeso con la riga da una parte” a “fighetto tutto in tiro” e queste metamorfosi si ripetono alcune volte durante la visione, immagino che il film sia stato girato in periodi diversi e la spiegazione che mi sono dato è che “Il tempo cambia le persone”.

Ultime considerazioni: che fine ha fatto il mostro pelosone (vedere per credere)? Forse lo scopriremo prossimamente dato il finale a sorpresa che lascia aperta la porta per un classico “Continua…”

“Consigliato a chi desidera ardentemente un cheeseburger”

Trailer:
http://youtu.be/qlTpbJATZms

Matt

Vampire Party

Cafoneria Divertimento
★★★★☆ ★★★★★
Titolo originale: Les dents de la nuit
Regia: Stephen Cafiero, Vincent Lobelle
Cast: Patrick Mille, Frédérique Bel, Julie Fournier, Vincent Desagnat, Sam Karmann, Hélène de Fougerolles, Antoine Duléry, Gilles Gaston-Dreyfus, Jean-Luc Couchard, Joseph Malerba
Durata: 85 min
Nazionalità: Francia, Belgio, Lussemburgo
Anno: 2008
Frase del film:”Lui non rispettava i suoi doveri coniugali?” “Questo non lo so, io non mi occupo di certe faccende legali!”
Trama
Un ragazzo festaiolo e due amiche non proprio pudiche, si intrufolano in una festa che si rivela un banchetto per vampiri.
Considerazioni:
Una parodia delle parodia, diciamo la presa in giro dei vari “Scary Movie” in tutte le loro declinazioni, ma dallo humor tutto europeo che dona al film, sinceramente, una marcia in più.Difficile dire che questo film sia originale, perché non lo è: i vampiri, stra-abusati negli ultimi anni, le ragazze facili ed il ragazzo un po’ pirlone, una storia d’amore nel mezzo, verrebbe da dire niente di nuovo; ed invece, proprio perché pronti allo scontato ed al banale la pellicola è sorprendentemente divertente, dalle chiare allusioni omosessuali alle uscite troppo stupide del personaggio idiota di turno – una moglie stile Paris Hilton –

Le ambientazioni sono interessanti, gli interni spettacolari e gli esterni palesemente ricostruiti a computer.

Gli attori ottimi nella loro mediocrità.

Un cafolavoro? D E C I S A M E N T E

Direi il premio del cafolavoro europeo.

Sarà perché è un prodotto più vicino ai gusti latini, sarà perché siamo così assuefatti da vedere le solite cose che ciò che è “diverso” non può che sorprenderci, sarà pure che nel confezionare un film di serie B ci si sono messi d’impegno … questo film merita menzione e di essere consigliato alla visione .

 

“Consigliato a chi vuole farsi sorprendere da una risata spontanea”

Trailer:

Matt

Lo Spaventapassere

Cafoneria Divertimento
★★★☆☆ ★★★★☆

 

Titolo originale: The Sitter
Regia: David Gordon Green
Cast: Jonah Hill; Sam Rockwell; Ari Graynor; Max Records; Chris Collins; Kevin Hernandez; Dreama Walker; J.B. Smoove; Sean Patrick Doyle; D.W. Moffett; Eddie Rouse; Alex Wolff; Landry Bender; Kylie Bunbury; Erin Daniels; Jessica Hecht; Bruce Altman; Sean Patrick Doyle;
Durata: 81 min
Nazionalità: Usa
Anno: 2011
Frase del film: ““Non sono bambini sono persone piccole, questa donna a 48 anni” – “Ciao sono sua nonna piacere””

 

Trama:
un ragazzone di circa 30 anni si trova a fare da baby sitter a tre scalmanati e problematici bambini ed allo stesso tempo a lottare per la propria sopravvivenza girando per le strade poco sicure della città.
Considerazioni:
La prima questione che viene da sollevare su questo film non è tanto di carattere tecnico e neppure ci si può dilungare molto sulla trama, la vera domanda è : chi è che traduce i titoli dei film stranieri?
Come si può tradurre un film che si intitola “The sitter” (il baby sitter, titolo che ha un senso e che rappresenta il contenuto della storia) con lo “Spaventapassere”? Al di là del richiamo volgare, che di per se mi incuriosiva, certo non mi scandalizzava, mi domando perché scegliere proprio questo termine, incapace di essere rappresentativo della pellicola, introvabile all’interno della narrazione … insomma, un titolo messo a caso da qualcuno che non aveva di meglio da fare e si è voluto divertire, un burlone che di lavoro fa proprio questo, viene pagato per sparare titoli a caso.Lasciando perdere per un attimo la polemica sul titolo, ultimo di molti strafalcioni storici tutti made in Italy, sul film c’è da dire ben poco.Sicuramente un cafolavoro. La storia di un ragazzo brutto ed un po’ stupido, ma dal cuore d’oro in fondo, che fa da baby sitter a tre ragazzini completamente folli … non è che ci lasci molta via di scelta. E’ un cafolavoro nato per esserlo, e questa è la sua salvezza.

Trama. Ottimo tentativo, in parte riuscito, di inserire dei valori all’interno della narrazione, veicolando dei messaggi positivi: l’accettazione di se stessi, l’accettazione della diversità altrui, il riscatto sociale, il valore della famiglia. Ovviamente tutto questo in chiave esageratamente comica/assurdo, ma ogni tanto è bello vedere un film sapendo già che sarà una castroneria e ritrovarsi a pensare “beh, però c’hanno provato e sono riusciti pure a lanciare input positivi”

Ambientazione. Il fatto che sia, per narrazione, grottesca, poco ci fa dire anche su tutti i dati tecnici. Il film si svolge per lo più, per le strade della città, in piena notte, in quartieri di vario genere.

Attori. Sicuramente poco sforzo recitativo, ma danno vita ad una serie di personaggi inquietanti nella loro particolarità. Tutte le caratteristiche vengono esaltate fino all’inverosimile, sottolineate, anche fisicamente, in maniera perfetta dagli attori, non solo i protagonisti, ma anche quelli che sono poco più delle comparse, quelli che hanno una o due battute, riescono a creare un attimo di ilarità. Credo che per un attore cimentarsi in questo genere di pellicola sia il momento in cui si rende conto di essere pagato unicamente per divertirsi … e se si diverte lui nel farlo il risultato non potrà che divertire anche lo spettatore.

Quello che possiamo affermare di questo film è che sebbene ci si aspetti un film di serie C, un filmetto da quattro soldi, si rimane piacevolmente sorpresi; rimane una pellicola sicuramente di scarto, ma che ti fa passare piacevolmente il tempo, uno di quei momenti in cui riesci a goderti una storia assurda senza doverti impegnare a capirla, fra una risata e l’altra.

 

“Consigliato a chi vuole rilassarsi mentre beve birra e si fuma un sigaro”

Trailer:

Vita Persa

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