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Nicolas Cage

Cafografia

Il nostro in versione fighettoNicolas Cage (Long Beach, 7 gennaio 1964).
Intanto non tutti sanno che il vero nome del nostro Nicolas “Faccia di Bronzo” Cage è Nicholas Kim Coppola… e il Coppola non è un caso di omonimia di parentela, no no, è proprio il nipote del Regista Francis Ford Coppola quindi tutti quelli che vedono (compreso me) un film con protagonista Cage e dicono “Ma come può un attore avere una sola espressione e fare questi filmacci”ora hanno una risposta.Esordisce come attore proprio in un film di Coppola Rusty il selvaggiodel 1983, della serie il metodo “Calcio in c..o all’Italiana” esiste anche in America, bisogna dire però che il cognome di italiano ha molto e quindi questo tipo di “eredità” è insita nel DNA italico.Cage in Ghost Rider, il teschio vince a mani basse la sfida d'espressioneIl buon Nicolas è effettivamente un Cafo Attore complesso, nel senso che in carriera ha sfornato buoni film con buone interpretazioni intervallate da cagate stratosferiche, per chi non lo sapesse nel film “Via da las Vegas” la sua ottima prova gli fece vincere il premio Oscar come migliore attore protagonista, prese un’altra nomination per “Il ladro di Orchidee” per caso nella giuria era presente lo zietto?
Apparte gli scherzi sicuramente Cage si trova più a suo agio nei ruoli drammatici o in ruoli comici dove non è lui il protagonista vedi il divertente “Kick-Ass, mentre entra in evidente difficoltà nei ruoli da protagonista nelle pellicole d’azione/avventura e fantascientifiche come ad esempio “Ghost Raider” e “Ghost Rider: Sprito di Vendetta” ma anche in “Segnali dal Futuro”, bisogna dire che in quest utlimo caso però è il film in toto a fare schifo.Cage in KickAss, esilaranteLa peculiarità espressiva che mette in scena il nostro gli ha valso in titolo di “Faccia di Bronzo” nel senso che in qualsiasi scena Cage sembra avere sempre la stessa espressione un po sorpresa e spaesata in qualsiasi scena, per fare una citazione Verdoniana ne “I due Carabinieri”“lo sai come dev’esse lo sguardo del carabiniere? Pronto, acuto e profondo…” – “Acuto e profondo so uguali, er pronto fa schifo”.

Anche “L’ultimo dei templari” è un titolo dove Nocolas ha reso benissimo l’inettitudine del suo personaggio costantemente preso in giro dalla strega e continuamente convinto di non avere a che fare con una strega, peccato invece per il film “Il Prescelto” che poteva essere un momento di rivalsa dell’attore dato che la pellicola come idea risulta essere buona invece da metà in poi diventa tutto un po casuale, merita solamente il finale (per chi ha visto il film sa di cosa parlo hehe)

Cage ne L'ultimo dei Templari... speriamo sia veramente l'ultimoPurtroppo i registi negli ultimi 10 anni si sono convinti che Cage sia un attore da mainstream d’azione che come detto in precedenza non risulta essere il suo forte, quindi giù cafolavori su cafolavori cosa che a me non dispiace però ormai alla soglia dei 50anni Nicolas dovrebbe darsi una regolata, non è ne Harrison Ford ne Clint Eastwood, i quali hanno dato vita e impersonato un personaggio “storico”, Indiana Jhones uno e l’ispettore Callaghan l’altro e in quei panni anche se invecchiati e in alcuni momenti ridicoli sucitano sempre ricordi piacevoli e ogni volta che li vedi ti fanno pensare più al personaggio che all’attore.
Cage non ha una figura cinematografica forte, nessuno si affeziona ai personaggi che interpreta, quindi dovrebbe dedicarsi più in ruoli di commedia o drammatici un pò come ultimamente ha fatto PierceNicolas "Luke" Cage, notate le similitudini? Brosnan che dopo 007 si è dedicato ad altro.

Aspettando la prossima perla di Nicholas Kim Coppola che probabilmente sarà il film d’azione “Stolen” vi lascio con una curiosità, Nicolas scelse di cambiare il proprio cognome in Cage non solo per sfuggire dal pesante ed impegnativo Coppola ma anche per la sua passione per i fumetti, Cage infatti è il nome di un personaggio Marvel, il nerboruto Luke Cage

Ellflames

Matt

Ghost Rider: Sprito di Vendetta

Cafoneria Divertimento
★★★★☆ ★★☆☆☆
Titolo originale: Ghost Rider: Spirit of Vengeance
Regia:Marl Neveldine e Brian Taylor
Cast: Nicolas Cage;  Johnny Whitworth; Ciarán Hinds; Violante Placido; Fergus Riordan; Idris Elba; Christopher Lambert
Durata: 95 min
Nazionalità: USA
Anno: 2012
Frase del film: “E se ti scappa la pipi mentre vai a fuoco?”

 

Trama:
Danny, figlio di Nadia una ragazza madre dell’est Europa, è destinato ad essere il nuovo anticristo. Un alcolizzato ma molto religioso motociclista, in combutta con due ordini monastici, cerca di tenerlo al sicuro. Quando la missione fallisce non possono che non chiamare il Ghost Rider per ottenere una giustizia così vicina alla vendetta da non poterle distinguere l’una dall’altra.
Considerazioni:
Difficile riuscire a rovinare un primo film che, nonostante non fosse un capolavoro, era riuscito ad avere un certo seguito … ebbene il secondo capitolo c’è proprio riuscito.Sorvoliamo, per amore dei lettori, su tutte le differenze tra la versione cinematografica e la storia originale, sorvoliamo anche sul fatto che, a parte Cage, non appare alcuno dei protagonisti della prima pellicola ed anche sul cambiamento drastico di location … a forza di sorvolare però viene da chiedersi: come mai è definito sequel? La domanda è destinata a non avere risposta!I flash back che rimandano al primo film sono decontestualizzati, narrano episodi completamente diversi da quelli che abbiamo visto, persino lo stesso Ghost Rider è diverso nell’abbigliamento, nella trasformazione della sua fidata motocicletta, ed il carattere del protagonista si è tramutato dal complesso uomo di giustizia un po’ sopra le righe ad un folle affetto da personalità multipla, al quale viene da consigliare un buon terapista.Il film sembra un enorme videogioco, con una trama che poteva essere decente se si fosse perso tempo a svilupparla con un minimo di originalità.

Ecco proprio la pecca del film, la completa ripetizione di stereotipi, dalle origini est-europee della protagonista femminile, dedita guarda caso a furti (dal portafoglio alle auto), ai sacerdoti, alcuni codardi alla Don Abbondio di Manzoni, altri talmente coraggiosi da uccidere i bambini, fino a raggiungere al solito personaggio di una differente etnia che alla fine … indovinate? muore!Se già il personaggio principale è privo di ogni attrazione possiamo immaginarci i comprimari:

– lo sconosciuto Fergus Riordan, il bambino, viene eletto personaggio del film, parla poco ed è questa la sua fortuna!

– Violante Placido, l’unica protagonista femminile, è espressiva come una siepe di pitosforo, nonostante il trucco da ragazzina sugli occhi (che ricorda un panda) ed il capello scuro volessero cercare di darle un tono. Niente! A sua discolpa possiamo dire che non ha potuto neanche beneficiare, come gli altri attori, di un doppiaggio italiano che, come spesso accade, alza di livello la recitazione … lei, povera, si è doppiata da sola! Direi che possiamo eleggerla la Katie Holmes italiana, per quella sua capacità interpretativa e quel suo sguardo ricco di … niente!

– con  Idris Elba si acquista un poco di interesse, con il contrasto delle lenti a contatto bianche indossate da un uomo afroamericano ( “avanguardia pura” direbbe Miranda Priestly del “Diavolo veste Prada”); per fortuna che il suo personaggio è alcolizzato, così il pubblico si ritrova a condividere almeno qualche interesse;

– concludiamo, tenetevi forte, con Christopher Lambert, nei panni di un supertatuato prete … perché di scontato non c’era già abbastanza in questo film indovinate cosa fa per metà dei suoi 5 minuti di apparizione sullo schermo? Beh, impugna una spadona con la quale cerca di decapitare qualcuno.

Sul finale del film, la pseudo danza, tra la maori degli All Blacks e quella di un gorilla che marca il territorio, lascia lo spettatore con quel senso di vuoto, lo stesso senso che lo ha accompagnato per tutto il film.

 

“Consigliato a chi preferisce guardare al cinema un semplice videogioco”

Trailer:

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